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Giubileo della cattedrale di Acqui Terme.

1 agosto 2017

 

Nell’ambito delle manifestazioni previste in occasione del Giubileo della cattedrale di Acqui Terme, a 950 anni dalla sua consacrazione, avvenuta l’11 novembre 1067, il Comune di Pareto il 29 luglio, ha organizzato una giornata di studi dedicata all’argomento. La giornata è stata aperta dal sindaco Walter Borreani, che ha mostrato le bellissime chiese di Pareto, oltre alla parrocchiale, anche le chiese delle frazioni e del paese. Molto interessanti le chiese campestri, ma anche Santa Rosalia, che si trova all’entrata del paese e sulla cui intitolazione alla santa siciliana che proteggeva dalla peste, sono tutt’ora aperte discussioni. La teoria più accreditata rimanda ai rapporti con Genova, che essendo città di mare, poteva essere aperta a contatti con la Sicilia.

Dopo i saluti della sottoscritta, in rappresentanza del Presidente della Provincia Rocchino Muliere e consigliere delegata alla cultura, il primo corposo intervento è stato di Don Aldo Maineri, storico di fama nazionale, che ci ha presentato, anche con slides e  fotografie, tutte le modifiche subite dalla Cattedrale dedicata alla SS Assunta di Acqui, chiesa del vescovado, nata con una struttura romanica molto semplice a cui sono stati aggiunti nel tempo vari elementi architettonici, seguenti diversi stili secondo le epoche di realizzazione, tanto da rendere quasi irriconoscibile il corpo iniziale.

La storia del Duomo di Acqui è indissolubilmente legata al territorio di pertinenza e il professor Angelo Arata, preparatissimo storico acquese, ci ha illustrato il percorso di costituzione ed ampliamento della diocesi stessa. Le diocesi nascono intorno al quarto secolo, al cessare delle persecuzioni contro i cristiani, quando la religione di Cristo diventa quella riconosciuta dagli imperatori romani e si struttura in diocesi e arcidiocesi. In seno alla arcidiocesi di Milano nasce la diocesi di Acqui e la sua storia si concatena col territorio circostante e le diverse modalità di stanziamento degli organismi della primissima Chiesa. Intorno all’ anno mille abbiamo notizia di Pievi e Monasteri, quindi chiese e comunità di monaci che, di fatto, in un momento di scarso potere imperiale, rappresentavano l’unica forma di organizzazione in un territorio decisamente boschivo e selvaggio. Il più antico Monastero fu quello  di Giusvalla, citata in alcuni documenti solo per la sua distruzione avvenuta per mano dei Saraceni, sostituito dalla Abbazia di San Quintino di Spigno, risalente al 991.   Poi  la toponomastica ci aiuta a trovare  la  Pieve in Cauro, identificata nella antica Pieve di Montechiaro Piana, uno dei primi insediamenti cristiani sulla via verso il mare, di cui ci rimangono pochi resti. Altra Pieve la attuale chiesa dell’Addolorata in Acqui, che all’epoca era poco fuori i limiti dell’insediamento cittadino. Pertanto sul territorio la Chiesa poneva le sue basi attraverso la diocesi, le Pievi e le Abbazie, contrapponendosi spesso al potere imperiale e unificando nel segno della fede un territorio molto vasto e vario. Duri furono gli scontri con la Diocesi di Alessandria che conobbero episodi drammatici come la distruzione del castello di Melazzino avvenuta nel 1300 ad opera degli alessandrini. Le dimensioni della Diocesi variarono nel corso dei secoli, alcuni territori, tra cui Pareto, fecero parte stabilmente della chiesa acquese, mentre altri, come Spigno, Merano, Piana, fino a pochi secoli fa erano parte integrante della Curia savonese.

Al termine della accurata relazione del prof. Angelo Arata, ha preso la parola Walter Baglietto, direttore dell’archivio vescovile della Diocesi, un luogo ricco di documenti storici riguardanti tutti i paesi che ne fanno parte, invitando ad una riscoperta della ricerca storica dei piccoli centri.

Ultimo intervento quella della dott.ssa Elisa Camera, che ha illustrato una sua ricerca incentrata sui centri limitrofi a Pareto, in particolare Spigno Monferrato, sottolineando proprio la lunga appartenenza alla Diocesi di Savona, nel cui archivio sono presenti molti interessantissimi documenti utili alla ricostruzione storica delle vicende locali.

La giornata di studi è stata estremamente interessante e ha permesso un approfondimento su tematiche storiche, religiose, sociologiche, che ci parlano di un territorio ricco di storia, dotato di tesori architettonici da preservare e far tornare al loro originale splendore. La storia dei territori rappresenta le nostre radici, quelle che vorremmo trasmettere alle nuove generazioni: radici per resistere alle intemperie inevitabili della vita e ali per volare ovunque nel mondo, vivendo appieno cultura e lavoro, non dimenticando da dove tutto ciò trae origine.

Complimenti alla amministrazione comunale di Pareto per l’iniziativa di altissimo valore culturale e storico.

Marina Levo

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