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Giorgio Abonante: l’indagine sui rifiuti

21 luglio 2017

 

Fa male (e bene) l’indagine della Procura di Brescia sulle irregolarità e sugli illeciti che secondo gli inquirenti sarebbero stati commessi in e attorno a Aral. A me fa male per due ragioni, la prima di carattere personale visto che è coinvolta la città di cui sono stato e sono amministratore e che sono indagate persone che conosco e che con me hanno sempre avuto un comportamento impeccabile. Da questo punto di vista spero che il tutto si chiuda intanto con la certezza che il territorio alessandrino e la nostra comunità non abbiano subito danni e, di conseguenza, che le vicende personali si risolvano nel miglior modo possibile, se questo fosse il giusto e naturale epilogo. La seconda è più politica e attiene al lavoro che è stato fatto per riportare in attivo Aral con l’obiettivo, attraverso il nuovo piano industriale votato anche in Consiglio comunale, di ridurre gradualmente il conferimento di rifiuti da terzi. Questo era il progetto. che non si basava assolutamente sull’aumento delle entrate frutto della crescita dei rifiuti conferiti fuori Alessandria.

Si basava, al contrario sull’aumento dei prezzi di conferimento da fuori, troppo bassi negli anni precedenti. Decisione etica e utilitaristica al tempo stesso. Etica perché l’aumento dei prezzi dei rifiuti esterni significava mettere immediatamente una barriera di mercato agli eccessi in corso da anni, utilitaristica perché consentiva di aumentare le entrate e abbassare i prezzi di conferimento dei Comuni, come avvenne, con conseguente limatura al ribasso della Tari applicata ai cittadini. Quell’inversione di tendenza fu possibile anche per l’improvvisa necessità di Genova di smaltire rifiuti urbani anche su Alessandria, secondo quanto stabilito dagli organi competenti. Ribadisco, non per un’impennata dei rifiuti presi da fuori (che peraltro a memoria non mi risulta, anzi ricordo una lenta discesa, esclusi i quantitativi in arrivo da Genova), sicuramente non per scelta dei Comuni soci, vedremo invece se per meccanismi deviati.

Da quel che si apprende dai resoconti di stampa sull’indagine in corso sembrerebbe emergere un quadro esattamente opposto. Vedremo gli sviluppi. Spero facciano presto. Tutti meritiamo chiarezza, i cittadini prima di tutto, ma anche tutte le persone che hanno lavorato ad un progetto chiaro, serio e sostenibile del medio periodo.

Il destino di Aral, per come appare oggi, è una sconfitta difficile da digerire.

 

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