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Silvia Robutti: riqualificazione urbana, difesa del territorio, efficienza energetica, tre temi a me molto cari

21 aprile 2017

Riqualificazione urbana

La prima grande ricchezza di Alessandria è se stessa, il suo territorio, la sua cultura, il suo patrimonio storico e artistico, la sua tradizione di saper fare,di progettare e di produrre.

Governare la nostra città deve essere innanzitutto, oltre alla riqualificazione urbana, una scelta di valorizzazione del territorio, con la sua messa in sicurezza rivolta alla prevenzione, quindi di nuova etica pubblica e rispetto del patrimonio comune, una scelta di cittadinanza, di legalità, di partecipazione ridando senso all’intervento pubblico come motore per progettare un nuovo sviluppo migliorando la cooperazione inter-istituzionale e le capacità negoziali con specifico riferimento al settore del partenariato pubblico-privato.

L’approccio metodologico giusto per individuare le potenzialità è quello di partire dai bisogni degli alessandrini in un’ottica di coesione sociale, di solidarietà intergenerazionale, di valorizzazione del territorio.

Una riflessione condivisa su come valorizzare il patrimonio immobiliare pubblico si reputa necessaria per accrescere valore artistico del centro urbano a condizione che questa sia parte integrante di una coerente idea di città.

E’ in questa direzione, che si orientano gli stanziamenti pubblici con il Protocollo firmato a dicembre 2016 dal Ministero dei Beni culturali, la Regione Piemonte e il Comune di Alessandria erogati per avviare le necessarie politiche di tutela, conservazione e valorizzazione della Cittadella. Si tratta nella fattispecie di un indubbio esempio di cooperazione inter-istituzionale, così come il progetto di ristrutturazione del Cinema Moderno lo è nella versione di partenariato pubblico-privato, le cui realizzazioni apporteranno nuovi posti di lavoro per la nostra comunità.

Territorio come bene pubblico

Un’idea di città e dello sviluppo locale considera il territorio come bene pubblico fruibile per tutti, (risorse idriche, ambiente, boschi, colline, ecc.) il quale deve essere tutelato, mantenuto e valorizzato come risorsa pubblica di interesse strategico; la svendita di questo patrimonio produce entrate svalutate e temporanee mentre l’investimento pubblico e privato sui tali beni può generare valore aggiunto e occupazione.

L’attenzione ai temi della sicurezza del territorio di tipo strutturale, quale la mitigazione del rischio di dissesto idrogeologico, è strategico per Alessandria. I numerosi interventi realizzati negli ultimi cinque anni sono stati essenziali per scongiurare, nel novembre scorso, una seconda disastrosa alluvione. Con ciò ritengo che ci si debba avviare verso un cammino di un risanamento, seppur difficile, che non può e non deve essere interrotto.

Con l’analisi e lo studio dei rischi di alluvione e di dissesto – basandosi sulle “Mappe di pericolosità e Rischio” sviluppate dall’Autorità di Bacino e dalla Regione Piemonte – è stato possibile identificare e descrivere gli interventi sul territorio necessari a risanarlo in maniera adeguata, nonché ad istituire un tavolo tecnico di discussione con la Regione.

La valutazione economica delle risorse necessarie per questa grande azione di messa in sicurezza del territorio è rilevante: 115 milioni di euro ed include anche un importo d’incentivazione alla delocalizzazione di abitazioni site in aree golenali. Il finanziamento delle attività sarà richiesto dalla Regione Piemonte all’Unità di Missione opportunamente creata alle dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri per il risanamento idrogeologico della Nazione e per la messa in sicurezza sismica.

I principali interventi elaborati sono:

  • Interventi sul fiume Tanaro.
  • Abbassamento della soglia sulla quale insisteva il vecchio Ponte Cittadella;
  • consolidamento e ulteriore innalzamento degli argini fra Ponte Tiziano e nuovo Ponte Cittadella;
  • creazione di una cassa di esondazione naturale (cioè non cementificata) a monte della Città di Alessandria
  • Interventi sul fiume Bormida.
  • Arretramento degli argini in sponda destra dalla fascia golenale A alla B offrendo quindi al fiume un’area di laminazione più vasta. Tale intervento può essere fatto solo contestualmente alla costruzione di un nuovo ponte con viadotto in rilevato.
  • Interventi sul “Bacino del Rio Loreto”.
  • Si tratta di un reticolo di corsi d’acqua costituiti principalmente dai rii Loreto, Maddalena, Giardinetto, Longine e del Ponte Rosso situati nella zona Ovest del territorio comunale. Gli allagamenti e gli smottamenti hanno una frequenza elevata annuale e a volte semestrale: causano danni il più delle volte di lieve entità ma ricorrenti e frustranti per gli abitanti. La problematica della sistemazione idraulica dell’area per essere efficace non può affrontarsi per ogni singolo rio ma deve prevedere la sistemazione dell’intera area. Sono stati studiati vari scenari sistemativi presentati e discussi in seduta pubblica alla popolazione locale.
  • Interventi sul Rio Lovassina.
  • Scorre incanalato sotto l’abitato di Spinetta Marengo e di Litta Parodi provenendo da Pozzolo Formigaro. Esonda frequentemente causando forti disagi e danni anche di natura sanitaria in quanto in esso sono convogliati parte degli scarichi fognari civili. Il progetto preliminare, svolto alcuni anni orsono, prevede la costruzione di un bacino di esondazione e di un canale scolmatore che devia le acque di piena alla Bormida.

Le riflessioni sulla rigenerazione del patrimonio immobiliare pubblico e sulla considerazione del territorio come bene comune devono includere anche le caratteristiche qualitative dell’ambiente urbano che risultano decisive per realizzare efficaci politiche di sviluppo della città, sia sotto il profilo dell’efficienza, sia sotto il profilo della domanda di qualità della vita da parte dei cittadini tutti.

Cooperazione energetica, riduzione dei costi

Il progetto del Teleriscaldamento si inserisce in questo quadro complessivo di interventi oltre ad essere un importante esempio di partenariato tra pubblico e privato che prevede la creazione di una vera e propria “Comunità Urbana dell’Energia e dell’Ambiente”.

Il progetto del Teleriscaldamento prevede:

  • una centrale di cogenerazione principale a sud (quartiere Europa);
  • una centrale di integrazione e riserva a nord (in un’area già parzialmente utilizzata da Amag Ambiente) per la produzione combinata di calore ed energia elettrica;
  • una rete di trasporto dell’acqua calda;
  • una rete di distribuzione del calore.

Si tratta di un progetto ambizioso, fortemente integrato con la città per migliorare l’efficienza energetica, parimenti per diminuire i costi per unità familiare, ed infine per migliorare le condizioni ambientali dei singoli cittadini. Un primo passo per creare e sviluppare una Smart City & Community.

Silvia Robutti

Candidata Consigliere Comunale nella lista del Partito Democratico, Comune di Alessandria.

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