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Giorgio Abonante: riflessioni sui cinque anni di lavoro sodo sulle “Partecipate”. Siamo disponibili al dialogo con tutti sui contenuti più importanti.

3 aprile 2017

Cinque anni fa il sistema delle società partecipate dal Comune era in difficoltà. E non stiamo parlando di società di secondaria importanza nella vita degli alessandrini: gas, elettricità, acqua, reti fognarie ma anche igiene urbana e quindi raccolta e smaltimento dei rifiuti così come trasporti pubblici. Dopo pochi mesi dall’insediamento della nostra Giunta abbiamo deciso di puntare sulla principale di queste aziende, la storica A.M.A.G., scegliendo un nuovo competente management che, pochi mesi dopo, precisamente a giugno del 2014 ha varato un piano industriale di durata triennale.

A raccontarlo ora sembra di parlare di cose facili ma tutti certamente ricordano le numerose polemiche, sterili e strumentali, che hanno accolto le nostre scelte di allora. E come se non bastasse, ai critici si unirono subito quelli che prevedevano sciagure di ogni tipo e principalmente la distruzione del sistema delle società di proprietà del Comune. Si parlava di manager venuti da fuori Alessandria per attuare disegni misteriosi, di svendita al miglior o peggior offerente, di scelte che avrebbero portato al tracollo del Comune. Già, come se il tracollo non ci fosse già stato proprio per responsabilità di coloro che criticavano le nostre scelte.

Non erano scelte facili ma le abbiamo fatte, delineando un percorso su più anni e svolgendo il compito che spetta agli amministratori pubblici: dare linee di indirizzo e controllare che vengano attuate.

E così abbiamo lavorato per tre anni, realizzando quel piano industriale che prevedeva la creazione di un gruppo industriale, di un’unica azienda di servizi comunali, in altre parole della cosiddetta “Grande Amag” che ha riordinato sotto di sé tutti i servizi e oggi si appresta a rilanciare il settore trasporto pubblico e dare prospettiva a quello dello smaltimento rifiuti.

Il risultato è un gruppo aziendale con oltre 600 addetti, 110 milioni di euro di ricavi e 100 milioni di patrimonio netto, oltre 11 milioni di margine operativo lordo e altrettanti di generazione di cassa e infine 24 milioni di investimenti previsti solo nel 2017. Più i numeri relativi al rilancio del Tpl che avverrà con la società Line di Pavia.

Ma non sono solo i numeri a confermare la logica delle scelte fatte perché anche il modo con cui si fanno le cose è importante. Prima di tutto è stata garantita la tutela occupazionale di tutti gli addetti, senza rinunciare a pretendere qualità ed efficienza dal personale anche a costo talvolta di qualche tensione strumentale. E poi per esempio nel settore dei rifiuti, dopo aver rilanciato l’attività decotta del passato, è stato impostato l’avvio della raccolta differenziata che consentirà un minore impatto ambientale sulle discariche. Ma anche nel settore del calore, la scelta del teleriscaldamento, a dispetto delle critiche, ridurrà i consumi, l’inquinamento e i costi grazie ad un impianto all’avanguardia per la tecnologia usata. E potremmo proseguire oltre ma questi esempi forse bastano a dare l’idea del lavoro che è stato fatto. Di un progetto che è stato scritto e già in parte realizzato, non senza inciampi e ritardi, ma che sta con la cautela necessaria vedendo la luce.

Ora sono in corso, proprio in queste settimane, alcune importanti operazioni tra cui la selezione di un socio di minoranza per il settore della distribuzione gas e la selezione di un pool di investitori che immettano ulteriori risorse nel gruppo per affrontare i progetti di sviluppo della Città nel prossimo quinquennio.

E’ finita infatti l’epoca del capitalismo municipale che ha portato benefici agli albori ma si è trasformato poi in un sistema privo di logica e controlli, un sistema che ha portato tanti dissesti nelle casse pubbliche, di cui anche Alessandria ha fatto le spese. Oggi la nostra Città apre le sue aziende a partner industriali di qualità e operatori con liquidità disponibili per investire sul nostro territorio, mantenendo però la proprietà e il controllo delle scelte strategiche, abbandonando progressivamente monopoli stanchi che non hanno alimentato la concorrenza tariffaria e, negli ultimi anni, nemmeno le politiche di investimento.

 I numeri del Gruppo Amag

I risultati della gestione 2014 – 2016

  • Patrimonio netto aumentato da 91 a 101 milioni (+11%)
  • Crediti diminuiti da 85 a 75 milioni (-12%)
  • Debiti diminuiti da 99 a 81 milioni (-18%)
  • Investimenti per 7,5 milioni nel 2017
  • Margine operativo lordo per 12 milioni (15% dei ricavi)
  • Utile per 4 milioni (5% dei ricavi)

Obiettivi 2017 – 2020

  • Incremento del Patrimonio Netto da 101 a 112 milioni (+11%)
  • Riduzione dei crediti da 75 a 69 milioni (-8%)
  • Riduzione dell’indebitamento finanziario da 26 a 21 milioni
  • Stabilità di ricavi e margine operativo lordo
  • Crescita ricadute su indotto a 47 milioni
  • Investimenti per 47 milioni di cui 24 nel 2017
    • 21 nella rete idrica
    • 17 nella rete gas
    • 3 nella raccolta rifiuti
    • 3 nel teleriscaldamento

Rilancio del settore trasporto pubblico locale e parcheggi su strada e in struttura con Line di Pavia che detiene l’85% della nuova società.

Non abbiamo paura di confrontarci e di aprirci, perché abbiamo fatto, come si dice, i compiti a casa, abbiamo messo in ordine le nostre aziende, abbiamo un management forte e competente. Consegniamo alla città un patrimonio per il futuro nostro e delle generazioni che verranno.

Su questi temi vorremmo sentire l’opinione dei candidati e delle aggregazioni politiche che si affacciano in queste ore sull’arena politica ed elettorale alessandrina, valutazioni sulle scelte che abbiamo fatto, su eventuali alternative, magari punti di incontro per il futuro. Pronti al dialogo con tutti, sui contenuti più importanti.

Giorgio Abonante

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