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Tornare a casa per ripartire insieme: Lingotto 2017

15 marzo 2017

Ho partecipato all’apertura dei 3 giorni (10/11/12 marzo) al Lingotto di Torino, dove tante, tante, tante persone hanno iniziato il proprio cammino congressuale, riconoscendosi nel progetto di Matteo Renzi e cercando di articolare proposte costruttive per la stesura della mozione renziana. Il primo momento è stato il discorso di Renzi, a mio avviso maturato, forse un po’ cambiato dagli eventi dell’ultimo periodo: “Un uomo si giudica da come indossa le proprie cicatrici”, da come metabolizza i propri errori e ha capacità di resilienza agli inevitabili urti della vita politica. Un discorso potente il suo, forte di idee propugnate con convinzione, nella prospettiva di un partito plurale in cui le varie anime possano confrontarsi lealmente in un dibattito serio e costruttivo.

Questo è l’augurio che noi tutti ci facciamo: che sia chiara la differenza tra il Partito Democratico e gli altri soggetti politici, dove non esistono congressi, non esistono primarie, bensì solo una sbandierata trasparenza non meglio identificabile. Il partito democratico risulta essere un baluardo ad una deriva di stampo populistico, poco chiara negli obiettivi e nei metodi, l’unico argine al partito personale o a quello delle società di comunicazione associate. Eppure i tempi sono questi, sono tempi in cui l’insulto, la denigrazione dell’altro, l’intolleranza sembrano avere la meglio, sembrano essere gli unici argomenti degni di attenzione. Ma, come afferma Matteo Renzi, noi non siamo questo, noi non assecondiamo la deriva e rimaniamo ancorati ai nostri principi. Forse in questo momento potrebbe essere vincente la demagogia, lo slogan, l’aggressione quasi fisica del proprio avversario, ma onestamente non ci interessa. Noi siamo altro e non sarà la caccia al potere o alle poltrone che ci farà rincorrere le formule facili della comunicazione, perché credo che chi costruisce un castello con le carte da gioco, non potrà che vederlo cadere miseramente prima o poi.

Mettiamoci in cammino, a partire dal Lingotto, verso un partito inclusivo, plurale, dove  tutte le anime trovino casa, ma dove la linea che la maggioranza sceglierà, non sia costantemente delegittimata dalle minoranze. La grande partecipazione alle attività del Lingotto ha mostrato come sia ancora forte la leadership di Matteo Renzi, come il popolo del PD lo apprezzi molto, come ugualmente sono apprezzati gli altri candidati alle primarie, ovvero Andrea Orlando e Michele Emiliano, che si sono messi a disposizione per un dibattito atteso da molti, che coinvolge molti aspetti sostanziali del partito, di dove vogliamo andare e attraverso quali cambiamenti porre rimedio agli errori del recente passato.

Marina Levo

 

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