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Chi è Benoît Hamon vincitore delle primarie socialiste francesi e che cosa è la sua sinistra “desiderabile”?

12 febbraio 2017

hamonDopo la vittoria inaspettata di Benoît Hamon alle primarie socialiste francesi in alcuni ambienti labouristi inglesi si è subito parlato di “Corbynmania” reputando che il politico francese fosse un semplice replicante transalpino dell’attuale segretario dei Labour britannico. Pauline Bock[1] giornalista francese, ma spesso presente sulla stampa britannica di sinistra (New Statesman, The Guardian), si affretta a smentire la rassomiglianza.

Conservo l’impressione che spesse volte questi esercizi improntati a discernere le supposte differenze d’approccio politico dei vari leader nazionali siano fuorvianti, pur essendo questi appartenenti allo stesso orientamento ideologico. Nel caso specifico, certe dissimili caratteristiche personali sono null’altro che il derivato delle culture collettive in cui sono cresciuti.  Inoltre, le loro scelte tattiche o strategiche dipendono anche dai contesti e dalle realtà contingenti domestiche che occasionalmente devono affrontare. E’ vero, Jeremy Corbyn non fu mai un accanito “eurofilo” ma la Bock non dice che più di un terzo dei votanti Labour al referendum propositivo optarono per la Brexit. E’ vero, Jeremy Corbyn non ricoprì mai cariche di governo, ma non si può certo affermare che egli, come delfino di Tony Benn, venisse considerato dall’establishment britannico e dai semplici militanti un perfetto sconosciuto. Diversamente, non sarebbe stato eletto per cinque volte consecutive a Insligton (North London) una constituency non certo “operaia”. E’ vero, che la carriera politica e l’anagrafe stessa di Hamon entrambe non si differenziano molto da quella di Ed Miliban (il precedente capo dell’opposizione inglese), ma la determinazione del primo sul rifiuto dell’austerità non si accoppiava di certo con la timidezza e l’incostanza del secondo sullo stesso argomento che ebbe durante il suo intero mandato, terminato con una bruciante sconfitta e la successiva elezione di Corbyn. Del resto, Miliban si sarebbe ben guardato dal discutere privatamente con Yanis Varoufakis sul destino dell’Europa come fece recentemente Hamon[2]. Quindi, sinceramente, alcune di queste presunte diversità a me appaiono assai speciose. Ciò su cui invece concordo con la Block è la rinascita di una sinistra “desiderabile” o meglio dire “dell’ascolto” che accomuna i nuovi leader in Europa d’ispirazione socialdemocratica come lo stesso Benoît Hamon, Jeremy Corbyn, senza dimenticare il tedesco Martin Schulz (SPD).  Per il nostro paese è necessario ancora…attendere!

 

No, Benoît Hamon isn’t the French Jeremy Corbyn (New Statesman, UK)

http://www.newstatesman.com/world/2017/01/no-benoit-hamon-isn-t-french-jeremy-corbyn

Why comparisons of the Socialist presidential candidate to the Labour leader don’t work.

BY PAULINE BOCK

Quando il partito socialista francese pochi mesi fa indisse le sue primarie, nessuno in Francia avrebbe pensato Benoît Hamon che potesse spazzare via il candidato del governo – il presidente Hollande se fosse stato in gara, o il primo ministro Manuel Valls – e vincere con il 58.71 % di voti. Ieri notte, però, è successo. I commentatori rapidamente misero in parallelo la vittoria a sorpresa di Hamon con l’ascesa del leader laburista britannico Jeremy Corbyn nel 2015. Tuttavia [questa comparazione] non potrebbe essere che più sbagliata.

Sì, proprio come Corbyn, nessuno avrebbe scommesso sulla vittoria di Hamon. Sì, Hamon è un uomo della “La gauche de la gauche” (la sinistra della sinistra) e così come la sua vittoria rappresenta una rottura da parte del governo centrista di Hollande, allo stesso modo l’ascesa di Corbyn simboleggiava la fine dell’era del New Labour.  Sì, le probabilità di entrambi di vincere le elezioni generali previste in futuro sono piuttosto esigue: la notte scorsa, un sondaggio mette Hamon al quarto posto con il 15 % dei voti al primo turno nelle prossime consultazioni presidenziali in primavera, dietro il leader di estrema destra Marine Le Pen, il conservatore François Fillon e il centrista Emmanuel Macron, anche se il socialista può finire per conquistare alcuni dei 10 % dei voti che attualmente sono stimati al candidato di estrema sinistra Jean-Luc Mélenchon.

E’ facile, soprattutto dal punto di vista britannico, confrontare i due uomini – e anche i media francesi hanno effettivamente iniziato a farlo. Ma questo non lo rende vero. Credetemi che sono una donna francese: Hamon non è Corbyn.

In primo luogo, a differenza del famoso euroscettico leader britannico laburista, il quarantanovenne Hamon, è fortemente pro-Europa. Egli ha anche lavorato al Parlamento europeo: era un deputato per il Partito Socialista dal 2004 al 2009. In seguito non è riuscito a essere rieletto nel 2009, ed è diventato un professore universitario insegnando alla Sorbona, dove teneva un corso sulle organizzazioni internazionali e sul processo decisionale all’interno dell’Unione europea. Nel suo programma presidenziale, Hamon promette un “vasto piano d’investimenti” per la UE e di creare un “nuovo contratto politico per l’Europa” sulla base di politiche comuni di difesa e ambientali – un concetto idealistico di federalismo europeo che probabilmente farebbe orrore Corbyn.

La candidatura di Hamon è stata anche sostenuta da numerosi deputati, tra cui i britannici Judith Kirton-Darling e Lucy Anderson.

A differenza di Corbyn, che è arrivato direttamente alla leadership labourista come sconosciuto parlamentare, Hamon ha ricoperto diverse posizioni di rilievo all’interno del partito socialista e del governo francese. E’ stato portavoce del partito nel periodo 2008-2012, e si pensò che volesse correre per le primarie socialiste del 2011. Poi, decise di non gareggiare quando diventò palese che il suo vecchio capo, Martine Aubry, avrebbe partecipato, e finì per sostenerla.

Dopo l’elezione di François Hollande nel 2012, entra a far parte del governo, prima come vice ministro per l’economia sociale fino al 2014, poi come ministro dell’istruzione, anche se rimase in questa posizione per soli quattro mesi prima di dimettersi a seguito della svolta a destra intrapresa da Hollande. (Il suo rivale alle primarie, Arnaud Montebourg, e molti altri uomini di sinistra nel governo, rassegnarono contemporaneamente il loro mandato). Hamon è stato poi eletto deputato nelle Yvelines, un collegio elettorale situato ad ovest di Parigi, nel mese di settembre del 2014.

Originario della Bretagna, Hamon aderì al partito socialista nel 1993 lavorò in gioventù come consulente nel team di Lionel Jospin (divenuto primo ministro nel 1997), e anche per l’allora ministro del lavoro Martine Aubry dal 1997 al 2000. Qui, in questa foto del 1993 è a sinistra insieme a Michel Rocard, (al centro), che poi conseguì la poltrona di primo ministro conferitagli dal presidente Mitterrand. (Anche in questa foto è ritratto Manuel Valls, il rivale di Hamon alle primarie, l’attuale leader del partito socialista Jean-Christophe Cambadélis, l’attuale presidente dell’Assemblea nazionale Claude Bartolone e il leader del Front de gauche Mélenchon. Così tanto per dare un’idea di come è avvenuto il rimpiazzo nella politica francese).

hamon-2Certo, Hamon è di sinistra – ma non quella sinistra (left-wing). Se davvero si vuole confrontare Corbyn ad un politico francese, si deve guardare a Mélenchon, il leader del partito di estrema sinistra Front de gauche. Il programma di Mélenchon 2017 include il disarmo nucleare immediato e il ritiro della Francia dalla Nato, oltre ad essere ferocemente critico verso l’Unione europea: “La UE, o noi la cambiamo o la lasciamo al suo destino“. Vi ricorda qualcuno?

Come il mio collega Stephen giustamente ha osservato oggi nel Morning Call:

Per quanto riguarda il suo background e la sua ascesa nel partito e il suo posto nella famiglia socialista, [vittoria di Hamon] egli è più vicino alla vittoria di Ed Miliband su David Miliband rispetto a quella di Corbyn.

In effetti, sia Valls e Montebourg sono partner politici con cui Hamon condivise una lunga militanza, e hanno ottenuto posizioni di più alto livello rispetto a lui, proprio come David Miliband e Ed Balls per quanto riguarda Ed Miliband. Sia Valls e Montebourg hanno dovuto concedere la vittoria ad Hamon nel primo e secondo turno delle primarie, in modo simile a quanto avvenne nella elezione della leadership laburista del 2010. Proprio come David, Montebourg, che si colloca un po’ più a destra, e [malgrado ciò] diede sempre per scontato che Hamon lo avrebbe appoggiato. S’infuriò quando Hamon scelse di correre in solitario. (Tuttavia, dopo essere arrivato terzo al primo turno, Montebourg chiamò i suoi elettori per votare Hamon, ciò gli permise di battere Valls nel secondo turno. Qualcosa del genere dubito che David l’avrebbe fatto per suo fratello)

Ancora più importante: se Corbyn ha simboleggiato il cambiamento, Hamon è in realtà offre un’alternativa. Ha attirato l’attenzione con la proposta del reddito di cittadinanza (universal basic income), un pagamento mensile di 600 euro, finanziato da una tassa sui robot, per le famiglie a basso reddito, subito dal 2018 e per poi essere esteso a tutti i cittadini entro il 2022. Nell’era incombente di automazione, se la sinistra europea non vuole estinguersi, la sua migliore speranza risiede in tali politiche, moderne veramente innovative. Questa proposta ha fatto la differenza nelle primarie francese; e benché quasi con certezza i socialisti non vinceranno le elezioni, si tratta di un passo verso una sinistra “desiderabile“. Sì, “desiderabile” è la parola stessa pronunciata da Hamon. Questa è la Francia, dopo tutto.

[1] https://twitter.com/paulinebockhttp://

[2] https://www.opendemocracy.net/can-europe-make-it/yanis-varoufakis/europeans-should-be-excited-about-beno-t-hamon-winning-french-pr

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