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Sicurezza è una parola di sinistra

6 febbraio 2017

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Sicurezza è una parola di sinistra”, afferma Domenico Minniti, detto Marco, dal palco di Rimini, di fronte ai sindaci ed amministratori del PD, che attendono da lui indicazioni chiare su come gestire una situazione ormai esplosiva per molte realtà. 61 anni, Ministro degli Interni nel governo Gentiloni dal 12 dicembre scorso, laureato in filosofia, uomo dal carattere sobrio e schivo, Marco Minniti è rapidamente salito in cima alla lista dei ministri più graditi, grazie anche alla sua fama di competenza e grandi capacità di lavoro, a lui è toccato il compito di gestire la complessa macchina ministeriale dopo Angelino Alfano. Due le sfide  che, tra le altre, fanno tremare i polsi: la gestione ed il controllo del fenomeno migratorio ed il contrasto al terrorismo internazionale di matrice islamica.

Da una ricerca pubblicata sul portale dell’intelligence italiana, www.sicurezzanazionale.gov.it, sono oltre 110 i foreing fighter, al momento attivi tra gli jiadisti, che hanno vissuto nel nostro paese. Sono inoltre 1200 i siti internet  monitorati con regolarità e oltre 300 gli individui “attenzionati”. In questo quadro di attenzione e prevenzione, Minniti lancia le sue proposte: ridurre drasticamente i tempi per l’accertamento dello status di rifugiato, per non aumentare lo stress nei territori che ospitano i centri di accoglienza e non lasciare soli i sindaci che devono gestire l’emergenza.

Non lasciamo la parola sicurezza agli altri. Da tempo ho un’idea: sfatare il tabù che le politiche di sicurezza sono par excellance di destra. Bisogna pensare ad integrare le politiche di sicurezza: non solo repressione, come affermano le destre, non solo interventi di recupero sociale, come affermano alcune parti della sinistra. Soltanto una cultura politica di sinistra riformista può mettere in campo una soluzione integrata alla domanda di sicurezza.

Su questi temi ci giochiamo gli equilibri democratici dell’ Europa e dell’Italia. Il ministro Minniti ha in preparazione un primo pacchetto di provvedimenti sull’immigrazione, un secondo sulla sicurezza urbana. Sulla gestione dei migranti propone la riapertura dei CIE (centri di identificazione ed espulsione), uno per ogni regione. A questo segue l’annullamento del secondo grado di giudizio in caso di negazione del diritto di asilo, per accelerare la procedura di espulsione. Nelle intenzioni di Minniti la possibilità per i comuni di impiegare i migranti in attesa nei lavori socialmente utili e la costruzione di una rete di collaborazione tra sindaci. Il secondo pacchetto di misure riguarda le periferie delle città, che hanno manifestato disagio e senso di abbandono. Tra qualche settimana saranno pronte le proposte legislative da discutere in Parlamento: si attende battaglia sia a sinistra che a destra.

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