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“Beppe” Carniglia: da funzionario ad amministratore

20 gennaio 2017

552040_3274272930741_2086713287_n2Sono entrato in Consiglio Comunale quasi per caso. E’ vero che nel 2012 avevo accettato di candidarmi nella lista del PD a sostegno del Sindaco Rita Rossa ma le preferenze raccolte, circa un centinaio, non erano state sufficienti per essere eletto e, una volta assorbita la delusione, ci avevo messo una pietra sopra. Poi verso fine estate 2015 una telefonata del capogruppo PD Fabio Camillo: “guarda che se sei disponibile potremmo avere bisogno di te”.  Ho preso un po’ di tempo per decidere poi ho valutato che sarebbe stato intrigante rimettersi in gioco come amministratore a 65 anni soprattutto dopo averne passati quasi 40 come dipendente nello stesso ente. E’ passato poco più di un anno dalla nomina e francamente non sono in grado stabilire se sia un tempo sufficiente per dare una valutazione oggettiva di questa esperienza, ma se devo mettere sui piatti di una bilancia le delusioni e le soddisfazioni devo ammettere che sono queste ultime a prevalere.

La cosa che più mi ha colpito è stata l’intesa che unisce i componenti del gruppo consiliare: un gruppo di quindici persone di età molto diverse fra loro, con differenti storie personali e politiche, grado di istruzione e ceto sociale che sono riuscite a fare squadra e prendere con coraggio decisioni difficili e soprattutto impopolari per risanare i conti del Comune. Un gruppo che ha facilitato in ogni modo il mio inserimento al suo interno e che mi ha fatto sentire fin da subito uno di loro.

Un altro aspetto positivo è il modo lavorare: prima di ogni Consiglio comunale e comunque prima di ogni decisione importante si convocano riunioni di gruppo o di maggioranza per esaminare i provvedimenti più importanti e superare dubbi e perplessità. Insomma, si fa quanto possibile per prendere le decisioni con il massimo della collegialità. Naturalmente non sono tutte “rose e fiori” perché molto spesso bisogna fare i conti con la burocrazia o meglio con una normativa complessa e spesso contraddittoria che dilata i tempi delle decisioni e questo è l’aspetto più frustrante perché nessun rimedio può venire dalla politica.

Il bilancio di questi cinque anni è comunque positivo perché dopo i primi tempi in cui le scelte sono state molto dolorose per tutti si è cominciato ad “alzare la testa” e a realizzare alcune opere importanti prime fra tutte il ponte Cittadella e Piazza Santa Maria di Castello ma non bisogna dimenticare il recupero delle due aziende partecipate, AMIU ed ATM, che erano praticamente fallite e che sono state rimesse in carreggiata salvando così circa 400 posti lavoro.

Ora, siamo praticamente giunti a fine mandato, in primavera si tornerà alle urne per eleggere Sindaco e Consiglio comunale, la parola passa quindi agli elettori cioè agli unici titolati ad esprimere un giudizio definitivo su quanto fatto un questi cinque anni.

Beppe Carniglia

Consigliere Comunale Alessandria Gruppo PD

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