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L’acqua e il mulino

8 gennaio 2017

bollente

L’acqua è uno degli elementi fondamentali nella vita dell’uomo fin dall’antichità e anche nel nostro linguaggio sono diffuse diverse espressioni figurate o metaforiche che ad essa rimandano. “Limpido come l’acqua“, richiama alla purezza di questo elemento,  “Portare acqua al mulino” (proprio o altrui), ovvero lavorare per aumentare un qualche vantaggio per sé o per altri, “Fermare l’acqua con le mani“, qualora l’impresa sia praticamente impossibile. In questo periodo ho sentito spesso queste espressioni semplificatorie applicate al vivere politico, alle piccole e grandi questioni di un territorio. Sempre dall’acqua partiamo ed  in particolare dalla questione della falda acquifera a rischio di inquinamento che sta lacerando i rapporti tra amministratori, popolazione, ambientalisti nella zona di Sezzadio. Una questione seria che gli amministratori non sottovalutano, tra proteste di una parte e chiarimenti poco chiari dall’altra, cercando di trovare una soluzione equilibrata nell’interesse di tutti. Il malcontento serpeggia, gli esponenti del centrodestra e del M5S soffiano sul fuoco, ed il Partito Democratico locale cerca di trovare soluzioni, accordi, chiarimenti: cerca di fermare l’acqua con le mani insomma. Lo fa con le forze che ha, in un territorio votato da decenni alla destra, prima leghista,  poi berlusconiana, ora in difficoltà nel tessuto economico e sociale, senza grandi prospettive per il futuro,  con un terziario in affanno.

acqui-levoPerò lo fa, porta avanti con coerenza le proprie battaglie, si interfaccia nuovamente nella questione del riordino del sistema sanitario piemontese, che vede l’ospedale di Acqui al centro di polemiche fortissime, un ricorso al Tar, la politicizzazione del percorso di razionalizzazione ospedaliera,  ai  fini delle prossime elezioni amministrative di primavera, quando ospedale  e discarica continueranno ad essere il pezzo forte delle altrui campagne elettorali. “Fermare l’acqua con le mani”, ci si prova. Si sa che in ogni organismo vi sono il cuore, il centro e le periferie, le zone scomode. L’acquese è una di queste.  Si sa anche che se, in un organismo,  si ammala un arto periferico, prima o poi l’ infezione si espanderà dappertutto con danni molto seri. La politica del Partito Democratico non sia miope sotto questo aspetto: non lasci soli i territori in difficoltà,  quali essi siano, perché occorre lungimiranza nella loro gestione.

Non si può sempre “portare acqua al mulino” di chi già acqua ne ha e non ottenere un cambiamento di rotta nella politica dei territori, perché poi ai territori viene chiesto lavoro, partecipazione,  fatica quotidiana nel tenere coerentemente le posizioni comuni,  anche quando sono scomode.

Nel 2017 ci aspettano le elezioni amministrative per il comune di Acqui,  in un clima di tensione e preoccupazione. Non mancano il senso di responsabilità nel tentare di intercettare il malcontento della popolazione verso una amministrazione che ha saputo dare poche risposte concrete ed un sano realismo nel contare le proprie forze. Ci sarà ancora qualcuno disposto a mettersi in gioco per il bene comune? O prevarrà la sfiducia in questo momento così complicato?  I prossimi mesi ce lo diranno e ci diranno anche altro poiché potrebbero attenderci anche altre scadenze elettorali.  Scaldiamo i muscoli e beviamo un sorso d’acqua.

Marina Levo

Tiziana Barisone

 

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