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Giorgio Abonante Il Lustro breve, Alessandria (12/17)

2 gennaio 2017

Abonante Giorgio

Cosa uscirà dalla lotteria sempre più imprevedibile delle elezioni nessuno lo può nemmeno prevedere, a meno che non voglia andare incontro a brutte figure storiche. Tuttavia, è questo l’interrogativo più immediato e logico in questi giorni di fine 2016 e d’apertura dell’anno elettorale. Forse doppiamente elettorale, dopo il suicidio politico del referendum le variabili si moltiplicano e il quadro si complica, forse si arricchisce. Vedremo cosa accadrà. Quel che è certo è che siamo ai titoli di coda della consigliatura alessandrina, nata cinque anni fa su un cumulo di macerie politiche e amministrative; consigliatura matura per i bilanci di fine mandato e che vede già alcuni superficiali tentativi di lettura da parte di candidati in avanscoperta.

E’ stato un “lustro breve”, metà trascorso sulla tratta Roma Alessandria per cercare di riportare in linea di galleggiamento il bilancio; l’altra metà per provare a intervenire sulle priorità un po’ dimenticate dal dissesto. Ma nella sua brevità ha espresso un senso, un inizio e una fine, una logica, e un disegno politico iniziato all’opposizione tra il 2007 e il 2012. Fare il fattibile, usare le risorse con cautela orientando la spesa pubblica sulle priorità, programmare investimenti sui grandi temi alessandrini senza bruciare risorse correnti; iniziare a leggere in modo pratico e propositivo le vere carenze della città. Non su tutto abbiamo raggiunto gli obiettivi a mio giudizio, in ogni caso la valutazione sui risultati ottenuti la faranno gli elettori.

I numeri di bilancio dicono che questo piccolo ciclo politico iniziato con la dura opposizione agli errori del centrodestra ha prodotto un pensiero e ricadute tangibili. Oggi nessun esponente politico locale minimamente dotato di giudizio potrebbe permettersi di ignorare la storia di questi anni mettendo ulteriormente in difficoltà le generazione future. Questo patrimonio politico culturale lo lasciamo, orgogliosamente, noi. L’indebitamento del Comune è sotto controllo pur scontando ancora il peso del mutuo acceso per pagare chi ha subito i danni del fallimento dell’Ente. La politica d’intervento sulle infrastrutture di valore pubblico è ripartita, non a caso con fonti di finanziamento miste, pubbliche e private. Anche questo è un principio che se ben governato in futuro dalla regìa pubblica determinerà benefici sulla comunità alessandrina – teleriscaldamento, ristrutturazione impianti sportivi, partecipazione a bandi munifici in partnership con privati (Periferie) – senza scaricare oneri sulla fiscalità generale e quindi nelle tasche dei cittadini.

Una Comunità di persone trae beneficio dai messaggi e dagli esempi che la politica sa dare, sebbene questa per trasformarsi in valore tangibile necessiti un rapporto di continuo e reciproco scambio tra le parti. Molti commentatori hanno visto in “Aperto per cultura” e nella buona gestione del recente rischio alluvione segnali positivi, di fiducia e di rilancio per tutta la città. Esempi tipici di contesti in cui sono chiarissimi i meriti di privati o di soggetti collettivi che esistono e operano bene da tempo (vedi tutte le forze di protezione civile e di sicurezza del territorio), ma rispetto ai quali la politica istituzionale ha saputo mettersi a disposizione interpretando il proprio ruolo in modo corretto, non invadente, talvolta affiancandosi per trarre spunti positivi per il futuro come nelle vicende del rinnovato protagonismo del commercio nell’animazione culturale urbana.

Oltre il presente

La fiducia, la testimoniata dai privati e dallo Stato (fondi Stato e Regione sulla Cittadella) che tornano a investire sulla città, crea fiducia solo se non viene tradita. Quindi le aperture di credito devono far fruttare risultati diffusi, condivisi e riconosciuti, se vogliamo che creino meccanismi virtuosi di lungo periodo.

Purtroppo, manca ancora una lettura strutturale dei problemi: Alessandria ha limiti evidenti sotto il profilo ambientale, culturale e della sicurezza delle persone: dato quest’ultimo in crescita secondo le ultime indagini sulla qualità della vita nelle realtà urbane. Le risorse andranno orientate prioritariamente in queste direzioni se vogliamo sperare di attirare nuovi investimenti nella nostra città. Con l’università, il polo ospedaliero, il polo chimico, il tris da calare porta i “semi” di Marengo, Borsalino, Cittadella, e qualora considerassimo anche il gruppo Amag in espansione, non ci mancherebbero le carte da giocare.

 “La fine del dissesto e la rinascita del confronto politico sui programmi della città. Per il 2017 la speranza di non rimpiangere un passato che non può più essere e la voglia di trasmettere alle nuove generazioni il significato della storia di una Città.” Sono le parole, che condivido, di un amico al quale ho chiesto di riassumere 2016 e 2017 in un pensiero. Mi sembra ben confezionato. Spero venga interiorizzato da chiunque voglia proporsi sulla scena politica alessandrina. Equilibrio e passione, ragione e sentimento, obiettività e creatività.

Felice anno nuovo a tutti voi.

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