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Uguaglianza e libero mercato: The Guardian (UK)

24 gennaio 2016

bernie-sanders

Bernie Sanders

Ciò che rende futile e speciosa una certa discussione è la critica che alcuni presunti liberali rivolgono nei confronti di coloro i quali, a parer loro, debbano essere “bollati” come vetero-socialisti, nonché trattati come anticaglie di vecchio stampo non più connessi con la “grande trasformazione” economica – da cui quella sociale e politica – ingeneratasi sul globo terracqueo negli ultimi 40 anni. Spesse volte, le accuse sono pesanti al limite del dileggio, altre sottintendono una certa “paternalistica benevolenza” verso chi si ostina nel suo imperituro amore per una nobile, ma perduta causa, non più riproponibile in un Occidente, i cui nuovi idoli sono la flessibilità e la digitalizzazione. L’inglese Jeremy Corbyn e l’americano Bernie Sanders vengono spesse volte derisi, considerati come dei residuati bellici inesplosi. Non ha importanza se il primo ha conquistato la vetta del Labour Party e abbia raddoppiato in sei mesi le iscrizioni al partito; che il secondo stia mettendo alle corde Hilary Rodham Clinton – la democratica sostenuta da quella parte di Wall Street compassionevole “bendisposta” a comprendere i lamenti degli umili – essi vengono dipinti come i nemici del libero mercato. Ma che cos’è il libero mercato senza un governo? Coloro che si affannano a sostenere il principio “naturale” del libero mercato o mentono spudoratamente, sapendo di mentire, o necessitano di un corso accelerato di filosofia politica. Un mercato – qualsiasi mercato – richiede che un governo faccia rispettare le regole del gioco. Ci può essere un “libero mercato” regolato in modo da garantire dignità e reddito, nonché una tutela morale ed economica per coloro che arrancano; diversamente ci può essere un “libero mercato” del tutto affrancato da valori sociali, ove il tema della redistribuzione, in presenza di un salto tecnologico e di produttività, sia completamente assente. Corbyn e Sanders appartengono alla prima accezione di “libero mercato”, essendo costoro i continuatori del pensiero democratico di Mill e Rawls e non quello di Marx o Bakunin, come una certa pubblicistica artatamente divulga. Altro che “vetero-socialisti”! La seconda interpretazione di “libero mercato” potrà costituire il prodromo per i successi di Trump e la Le Pen, poiché se la disuguaglianza supererà i livelli di guardia il conflitto verrà svuotato da ogni mediazione politica, da cui non sarà difficile immaginare le devastanti conseguenze del caso.

The Guardian UK

Tieni a mente la differenza di reddito, questa è più grande dove meno te l’aspetti

By Alison Benjamin

Martedì 19 Gennaio 2016 12.30 GMT

La disuguaglianza di reddito sta segregando comunità anche in posti come Elmbridge, quell’area del Surrey in cui risiedono gli operatori della City, agenti di cambio, laddove il divario retributivo tra i più ricchi ei più poveri è maggiormente pronunciato L’assistenza all’infanzia e le spese per l’alloggiamento complessivamente costano di più in quell’area rispetto  a molti altri posti nel Regno Unito, il che rende più difficile per i redditi medi e bassi soddisfare le esigenze di tutti i giorni.

Le “Vite parallele” era il termine usato per descrivere le comunità nel nord dell’Inghilterra che sono stati segregate in base alla razza e alla religione. Ciò diede corso a una serie di scontri in quelle città nel 2001 che coinvolse un gran numero di persone provenienti da diversi background culturali. In questa parte del Surrey, dove vivono molti operatori finanziari, [la situazione] non è molto diversa da Oldham e Burnley, nella terra delle sontuose ville protette e recintate. Un nuovo rapporto rileva che i residenti sono altrettanto divisi, sebbene qui il divario è dato dal reddito piuttosto che dal colore o dal credo religioso.

La disuguaglianza in Elmbridge, analizzata e pubblicata dal New Economics Foundation, scopre [che vi sono] zone  nascoste di povertà [in cui sono presenti] le più rimarchevoli differenze in termini di ricchezza tra coloro che “hanno”  e coloro che possiedono nulla rispetto al resto del Regno Unito. Il borgo di Elmbridge, che comprende le ricche Weybridge, Cobham e Walton-on-Thames, consta di 130,875 persone. Tra i suoi residenti vi sono il tennista Andy Murray, il capo di BT, Gavin Patterson, e un’alta percentuale di professionisti e dirigenti d’impresa. L’analisi della società di revisione UHY Hacker Young fa notare che i residenti di Elmbridge versano la più alta quantità d’imposte sul reddito nel Regno Unito nel 2012, (£ 1.18 miliardi). Mentre per i redditi dei pochi contribuenti del ceto medio e per quelli situati in una bassa scala sociale, che vivono nella zona, il divario retributivo rispetto ai più affluenti risulta essere molto più pronunciato rispetto alla media del Regno Unito.

I dati ufficiali mostrano che 2.300 bambini – 8,7% di quelli sotto i 16 anni – in Elmbridge vivono in condizioni di povertà (dove il reddito familiare è inferiore al 60% dei guadagni medi nazionali). Il rapporto del NEF afferma che la povertà non è solo in funzione dei guadagni, ma della vita, dei costi e dei bisogni della famiglia. L’assistenza all’infanzia e le spese per la casa complessivamente costano di più nel quartiere che in molti altri luoghi nel Regno Unito, inoltre i costi per  la mobilità sono proibitivi per molte persone che non possono permettersi una macchina, tutto ciò rende più difficile per i redditi medi e bassi sbarcare il lunario. [A Elmbridge] un singolo adulto dovrebbe guadagnare £ 21.089 (€ 27.500) annue al netto delle imposte (4.000 £ oltre a livello nazionale); un solo genitore con un bambino £ 32.414 (£ 6.000 più); e per due genitori con due figli, chi lavora dei due dovrebbe portare a casa £ 30,129 (€ 39.300) (£ 11,000 più) [per coprire le spese del vivere].

 “Dobbiamo usare il salario di sussistenza per uccidere quell’orco [che promuove] la disparità di reddito”

John Sentamu, arcivescovo di York

Nel 2013-14, Citizen Advice di Elmbridge impedì che 180 famiglie perdessero le loro case. L’anno scorso, 153 famiglie locali ricevettero sovvenzioni dalla locale Walton Charity, per aiutarli a [estinguere] i loro debiti e gli arretrati d’affitto

All’inizio dello scorso anno, undici residenti, appartenenti all’intero spettro del reddito, sono stati intervistati accuratamente sulla disuguaglianza al fine di redigere un’indagine [sociale]. Quelli riceventi i benefici o coloro dai guadagni al di sotto della media descrissero sia di essere guardati dall’alto in basso sia di essere ignorati. Tale atteggiamento deriva dal fatto che vi è stata una perdita del lavoro manuale qualificato. “David” ricorda che sia suo papà che suo nonno lavoravano in una fabbrica. Ora, dice che, “se tu non lavori al McDonald o non sei un poliziotto, allora non hai altra scelta se non quella di essere un agente immobiliare“.

I residenti a basso reddito hanno espresso anche il modo in cui sentono di non avere influenza o parola su decisioni che li riguardano, come la fornitura, o la mancanza d’assistenza sociale. I percettori di reddito medio appaiono come se stessero tirando troppo la corda finanziariamente. Ciò li porta a lottare per tenere il passo nei confronti del loro vicino di casa. Mentre coloro che sono più ricchi come “Gareth”, che ogni giorno si reca al lavoro alle 6 del mattino, affermano di sentirsi scollegati dalla zona. Quando, per la prima volta in due anni, gli capitò di guidare nella strada principale, egli disse che: “non sapevo dove mi trovavo, benché fossi solo cinque miglia dalla mia porta di casa, o forse addirittura meno.”  Egli ricorda che fu ancora più sorpreso da quello che accadde alle 8 di sera nel locale market Tesco che frequenta. “Non potevo credere a quello che vidi. Un folto gruppo di persone erano in attesa intorno alla sezione [dove vengono esposte] le verdure. Un inserviente è arrivato e ha ridotto [i prezzi] di tutto il cibo. Poi vi è stato un “libera tutti” che non ho mai visto così in vita mia. Un cavolo che probabilmente costava intorno alle £ 1,50 fu ribassato a 20 penny, cosicché si scatenò una lotta per ottenere il cibo“. “Credo che queste persone vivano in Elmbridge, ma non lo so.

[Gareth] non sapeva chi fossero, perché secondo la ricerca, persone di diversi gruppi di reddito non si mescolano. Un residente a basso reddito afferma che è difficile [che ciò accada] quando ti senti in fondo alla lista. I percettori di alti dicono che c’è poco tempo per socializzare.

Il rapporto è stato commissionato dalla Walton Charity, fondata 800 anni fa con lo scopo di dare assistenza ai poveri della parrocchia. E’ una risposta ammirevole alla natura mutevole della povertà in un momento in cui il governo sta ridefinendo che l’essere poveri non significa non avere denaro. Eppure, la natura strutturale della crescente disuguaglianza è data dal fatto che le attività del quartiere sono sostenute dall’organizzazione benefica come risulta dalla conclusione del rapporto, dal potenziamento della Foodbank (Banca del cibo) locale all’acquisto di una casa per le persone senza fissa dimora e al finanziamento di progetti artistici per i residenti più anziani, il tutto farà poco più di un graffio sulla superficie del problema.

http://www.theguardian.com/society/2016/jan/19/income-gap-inequality-surrey-elmbridge

Alison Benjamin is the editor of the Guardian’s Society pages and assistant editor on Comment is Free. She is co-author of A World Without BeesBees in the City: an urban beekeepers’ handbook and Keeping Bees and Making Honey

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