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Fabio Camillo: qualche riga sull’anno che verrà

6 gennaio 2016

Fabio CamilloFabio Camillo, Consigliere Comunale Alessandria

L’ingresso nel nuovo anno è da sempre accompagnato da intense, seppur talvolta non troppo definite, aspettative di novità. Speranza e voglia di cambiamento vengono proiettate anche nella dimensione del nostro vivere insieme come la famiglia, la cerchia di amici, persino la propria città. La politica, sempre ricettiva di stati d’animo vuoi per individuare e risolvere problemi, vuoi alla ricerca di consenso, è usa far bilanci a fine anno e nuove promesse con quello nuovo. Personalmente credo, tuttavia, che il ’16 possa essere un anno di svolta per la nostra città, e cercherò di spiegarne in breve la ragioni.  Usciamo da tre anni dedicati, principalmente, alla risoluzione dei problemi economico – finanziari dell’Ente Comunale, divenuti nel tempo strutturali. La correzione di una spesa corrente maggiore rispetto alle entrate è stato il primo impegno della nuova Amministrazione nel ’12. Nel ’13 il Comune di Alessandria ha chiuso l’esercizio corrente con un sostanziale pareggio, il ’14 con un attivo significativo e, sulla base dei dati osservati ai fini dell’assestamento della previsione ’15, per il terzo anno consecutivo si conferma il mantenimento dell’equilibrio di parte corrente. Nell’esercizio ’14 il Comune è rientrato nel rispetto degli obiettivi del Patto di Stabilità Interno, obiettivi tra l’altro “ribassati” nel ’15 per il nostro Comune in virtù degli stanziamenti al Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità. Si è messo mano al salvataggio e alla riorganizzazione del sistema delle “partecipate”, si è messa al riparo la filiera dei rifiuti dalle conseguenze del fallimento Amiu e della precaria situazione di Aral, razionalizzata e stabilizzata (mantenendola pubblica) la rete di asili nido e scuole materne. Si è maturato un nuovo “rating” che ha consentito all’Ente di reperire le risorse per soddisfare i creditori “del dissesto”, ossia l’imponente massa passiva cui l’Ente non poteva nel ’12 fare fronte con risorse ordinarie, alla base della deliberazione di dissesto da parte della Corte dei Conti. Non tutti i problemi sono oggi risolti (vedi vicenda ATM), ma possiamo certamente dire di essere passati da un’emergenza di contesto al permanere di singole criticità in via di definizione.

Ovviamente, intervenire in un quadro fortemente compromesso ha richiesto una concentrazione di sforzi nel risanamento tale da non consentire investimenti, neppure laddove ce ne sarebbe stato urgente bisogno. Questo elemento ha ovviamente pesato, e non poco, anche sulle percezioni di ciascuno di noi. Credo tuttavia che siano state poste, a questo punto, le premesse per ricominciare a riflettere sulla nostra città e sulle sue prospettive, sull’adeguamento dei nostri standard organizzativi alle realtà più moderne e virtuose, in ottica di miglioramento della qualità della vita secondo il progetto per il quale siamo stati scelti dai nostri concittadini: un progetto purtroppo sin qui non perseguibile con il passo che avremmo voluto. In primis, il ’16 sarà l’anno degli investimenti nel patrimonio pubblico. Oggi, grazie alla mutata situazione economico – finanziaria, è stato possibile reperire le risorse per la manutenzione e la risistemazione di buona parte della rete viaria cittadina, per la quale sono stanziati circa due milioni di euro, e della bistrattata rete di marciapiedi, per i quali sono stanziati circa 250 000 euro. Risorse significative saranno destinate agli arredi scolastici ed all’ottenimento delle certificazioni di sicurezza degli edifici, e sono già state stanziate per la riqualificazione di spazi urbani che si spera possano tornare ad essere “vissuti”, partendo dai giardini pubblici “per antonomasia” per i quali è già stato emesso il bando per l’insediamento di attività nell’area antistante la stazione ferroviaria, e verranno presto avviati i lavori di sistemazione del “laghetto”. Interventi sono previsti in altri punti “sociali” ed aree verdi, dai giardini “Usuelli” a Piazza Mentana, o aree di pregio storico – culturale come Piazza Santa Maria di Castello.

Terminato il lavoro di bonifica da amianto nell’edificio del Teatro Comunale, che difficilmente potrà tornare ad essere fruibile nella sua interezza in tempi brevi, si apre la fase di riflessione circa le prospettive di un nuovo polo della cultura nella nostra città, anche partendo da esperienze con cui altre realtà hanno saputo coniugare politiche culturali di qualità con risorse limitate.

Nelle ultime settimane si è presentato con forza all’attenzione di tutti il tema della salubrità dell’aria. Da anni ormai la nostra città figura sul triste podio delle città più colpite dalla concentrazione di PM 10. Proposte sono prossime allo stadio attuativo, per tentare di attenuare una minaccia alla nostra salute. Proposte che non possono non coniugarsi con le esigenze di vivibilità degli spazi di maggior pregio della nostra città.

Superato un periodo, e di conseguenza un modo di pensare ed agire, connotato dall’emergenza torna a riaffermarsi la necessità di pensare Alessandria in rapporto al  territorio circostante ed alle relazioni tra chi vive nella città, ma soprattutto vuole vivere la città. Molte opportunità sono oggi forse irripetibili (vedi “logistica”), ma il tema dei collegamenti da e verso i centri principali del Nord Italia e del Paese resta centrale. In Consiglio Comunale si è tornato a parlarne, ma sarà dalla capacità di fare sistema che dipenderà buona parte delle nostre prospettive, certamente nel quadro di coordinamento che la politica alessandrina e piemontese saprà mettere in campo. Al tempo stesso, il modello di rappresentanza pensato negli anni ’90 privo di spazi di facilitazione e confronto tra istituzioni e cittadini, in nome di un rapporto diretto tanto suggestivo quanto difficile da realizzarsi, stimola tutta la politica a pensare nuove forme di partecipazione e confronto a partire proprio dalle città. Resta aperto, infine, il tema della rete “dei saperi”, centrale in una città ricca di istituzioni pubbliche, fondazioni private, e sede di insediamento universitario.

Ma qui comincio a trascendere la dimensione temporale da cui siamo partiti, insomma andiamo ben oltre il ’16. Mi fermo quindi, con l’augurio di buon anno e buon lavoro a tutti…

Fabio Camillo

Consigliere Comunale PD

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