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Liberation: Il latino, insegnamento superfluo per gioventù incolta.

6 febbraio 2015

senecaAnne Cecile Schmitter su Liberation ci fornisce dati sul dibattito che anche in Francia si svolge sull’importanza delle materie umanistiche, che formano coscienza e senso critico. Con uno Stato, che qui come oltre confine, predica bene e poi taglia i fondi a scuola e cultura.

La cultura umanistica ai giorni nostri è simile agli airbags delle nostre vetture: ci rassicura sapere che ci sono, ma preferiamo stare un po’ alla larga. Così il latino è materia opzionale, per gli alunni che accettano di cominciare i corsi un po’ prima, di finirli un po’ dopo, di sacrificare ore preziose di tempo libero in classe con un insegnante, è qualcosa che a quattordici anni non fa proprio sognare. Nonostante questo, il numero di studenti latinisti non diminuisce, ma al contrario: mancano gli insegnanti di lettere classiche e la chiusura dei corsi di latino non è imputabile alla mancanza di alunni, ma al taglio dei finanziamenti. Cosa fanno i latinisti in queste ore che costano troppo care allo Stato?

Quale insegnamento superfluo è loro fornito? Essi imparano forza e debolezza della Repubblica, riflettono sulla politica espansionistica dell’impero e sulle cause economiche dei conflitti, studiano il concetto di uguaglianza in Seneca e di probità in Cicerone. Comprendono che la storia è scritta dai vincitori, che i pregiudizi razzisti e xenofobi esistevano nell’antichità e non avevano più fondamento di oggi. In realtà essi forgiano gli strumenti intellettuali dei cittadini di domani. Se l’importanza della scuola è sottolineata da tutti i politici, sembrerebbe che nei fatti le priorità siano diverse che a parole. Continuiamo quindi a chiudere le classi di latino, affermando che i giovani d’oggi non si interessano più a nulla, che sono incolti: ho ogni giorno di fronte a me intere classi che mi provano quanto sia falso. Nonostante questo, se si nega loro oggi un insegnamento al quale le generazioni di ieri avevano diritto, questo finirà per essere vero. Chi se ne assumerà la responsabilità?

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