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Progetto aree interne.

10 novembre 2014

barcaIl 28 ottobre una commissione composta da funzionari dei ministeri dello Sviluppo Economico, dei Trasporti, della Pubblica Istruzione e della Sanità, con altri funzionari regionali, coordinata dall’ex ministro Fabrizio Barca, ha incontrato amministratori della Valle Bormida, insegnanti, studenti, imprenditori, medici e persone comuni, nella suggestiva cornice dell’Oratorio di Cortemilia, per valutare la candidatura del territorio ai finanziamenti europei nell’ambito del progetto denominato “Aree Interne” promosso dal governo.

I comuni che attualmente rientrano nell’area interna sono 26, di cui 5 in provincia di Alessandria (Ponti, Montechiaro, Denice, Spigno Monferrato, Merana ), rispondenti ai requisiti di territori marginali ma con potenzialità di sviluppo, che seguono il corso della Bormida e le province di Asti e Cuneo. Credo che sia stato molto importante provare a proporre questo territorio così ricco di cultura e storia, tradizioni e capacità innovativa,ricco di prodotti unici e inimitabili, dalla nocciola alla robiola ai vini di ottima qualità, pur nelle difficoltà create dall’essere suo malgrado un’area marginale. La scuola di valle ha come punti deboli il ridotto numero di alunni, basti pensare che in tutta l’area non sono più di 1600 i ragazzi con età inferiore ai 16 anni, pertanto è sempre presente il pericolo di accorpamento sia nella scuola primaria che nella secondaria di primo grado. Fermo restando che la scuola rappresenta la vita ed il futuro di queste piccole comunità, senza la quale presumibilmente nessuna giovane famiglia sceglierebbe di restare in luoghi troppo scomodi per seguire l’istruzione dei propri figli, noi abbiamo chiesto al Ministero delle deroghe ai numeri minimi, per poter restare in vita. Ogni giorno la maggior parte dei nostri ragazzi si alza prestissimo e va a scuola avvalendosi dei trasporti che fino ad ora i comuni sono riusciti faticosamente ad assicurare. Dal Ministero dati confortanti riguardo alla qualità delle nostre scuole: mediamente i risultati delle prove Invalsi di italiano e matematica sono migliori di quelle di scuole ubicate in aree urbane, non solo, ma dal territorio sono stati statisticamente rilevati flussi di giovani con elevata istruzione che trovano lavoro altrove in una sorta di “fuga dei cervelli” che non ha arricchito i territori di provenienza.Insomma grandi lodi alla scuola di valle, ma non illudiamoci perchè l’intenzione è quella di continuare a tagliare sui costi, in pratica ci è stato detto: ” Siete bravi ma vi chiuderemo”, grazie, pensa se non funzionavamo….
Molto attento, professionale, politico di razza e qualità l’ex ministro Fabrizio Barca, attento ascoltatore delle istanze presentate, ci ha lasciato con un interrogativo più che legittimo: come mai un territorio con alti livelli di istruzione, con un notevole tasso di imprenditorialità, con un numero di prodotti Doc, Dop, Igp e quant’altro come in nessun’altra zona d’Italia, non è decollato economicamente nei decenni scorsi? Forse stiamo ancora pagando il degrado ecologico legato alla tragica vicenda dell’Acna? O forse è mancato qualcosa d’altro?
ML

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