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Grillo chi?

20 maggio 2014

A me Grillo non piace, non ho perso un’ora del mio sonno per farmi propinare uno spettacolo teatrale con presa per i fondelli del disagio, quello vero, delle persone che sono in difficoltà. Non mi piace chi urla, le cose si possono dire non urlare come un ossesso, come non mi è mai piaciuto chi si affacciava alla finestra di Palazzo Venezia, proclamando con enfasi concetti che farebbero ridere se non fossero stati tragicamente drammatici per il popolo italiano. Non mi va di perdere del tempo con chi dello spettacolo fa ancora propaganda: e facessero qualcosa di utile questi grillini! Gliene saremo grati.

Dall’Huffington post un commento di Giacomo Talignani.

Stamattina nella riunione di redazione si è discusso animatamente (l’oltreHitler divide anche qui) dei dati di Grillo a Porta a Porta. Ha sfondato, non ha sfondato, è un boom?

La puntata con Vespa ha raccolto in media il 23,75% e nell’orario con Beppe, dalle 23.20 in poi per un’oretta, ha raccolto 4,3 milioni di telespettatori con il 27%. Record stagionale per la trasmissione, soddisfazione del conduttore. Dall’altra parte, in orari diversi e su canali diversi, Berlusconi e Renzi facevano il 4%.

Mentre uscivano i dati ho buttato un occhio a quel che scrivevano altri giornalisti in rete. Gente che si occupa di grillini quotidianamente parla di “risultato formidabile”(Jacoboni, La Stampa), di qualcosa di “pazzesco” (Scanzi). David Parenzo dice che “una cosa buona l’ha fatta, lo share” e Mentana, ancor prima delle cifre, scriveva che “non c’è dubbio che abbia guadagnato centinaia di migliaia di nuovi voti”.

Vero, il 27% è alto, ma forse – viste le premesse, mi fan notare – non così alto. Effettivamente il “trailer” di presentazione del ritorno di Grillo su mamma Rai aveva dell’eccezionale.

– Il ritorno in Rai

– Per la prima volta Grillo dall’odiato e contestato Vespa dopo 21 anni

– Un one-man show con tanto di plastico personalizzato (e di community tweet #GrilloinVespa)

– lo sbarco sulle poltroncine bianche nel momento più caldo della campagna elettorale e prima della sfida delle piazze più importanti (dopo giorni di Renzi e Berlusconi sempre in tv)

– La certezza di una performance non solo politica ma anche comica

Tra i contro, l’orario medio tardo (23.20), la concorrenza degli altri leader di partito in tv, la monotemicità del tema (politica) e la solita controprogrammazione. Quando a metà marzo, il neo nominato premier Renzi sbarcò nella casa dei plastici per farsi intervistare totalizzò una media del 25,1% di share con 2,2 milioni di spettatori (non confrontabili con Grillo, ma giusto per dare una idea).

Ora, chi capisce di tv più di me, mi dice che non è stato un Sanremo, che non ha sfondato. Con le premesse, avrebbe potuto toccare punte oltre il 30% e invece si è fermato prima. Insomma, “attrae” ma non così tanto come si poteva pensare. Ecco, vorrei sapere – secondo voi – cosa pensare. È boom o non è boom?

 

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