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Il caso Moretti.

25 marzo 2014

Federico Rampini dal suo blog commenta non senza una punta di amarezza la tendenza all’autoconservazione dei privilegi.

Lo scandalo attorno all’amministratore delegato di Trenitalia (stipendio oltre gli ottocentomila euro lordi annui) ha una sua specificita` italiana perche` si tratta di un’azienda di Stato e perche` questo manager era un sindacalista della Cgil. Tuttavia gli argomenti con cui Moretti difende il proprio “diritto” a guadagnare cosi` tanto sono identici a quelli usati in America e nel mondo intero dai top manager di tante aziende. Piu` volte e` stata dibattuta anche negli Stati Uniti l’opzione di mettere un tetto a questi stipendi. Non ci si e` riusciti neppure nel caso di quei banchieri che erano stati salvati con aiuti pubblici a carico del contribuente americano. Finita la crisi, i superstipendi dei top manager sono tornati a schizzare verso la stratosfera, mentre quelli dei loro dipendenti ristagnano. In Svizzera un referendum per mettere un tetto alle paghe dei top manager e` stato sconfitto.

 

C’e` una sorta di mistero, o un controsenso, che chiama in causa la teoria e la pratica della globalizzazione. Quando si parla di salari operai, o anche degli stipendi di tanti colletti bianchi, e` diventato un luogo comune affermare che la globalizzazione esercita una formidabile pressione al ribasso su queste retribuzioni. Ogni operaio americano o europeo deve vedersela con la concorrenza di un operaio cinese, si dice, ed e` quindi considerato “naturale” che esista questa pressione al ribasso in un mercato globale aperto. Ogni ingegnere di software a sua volta ha il fiato sul collo dei programmatori informatici indiani. Ammesso che sia davvero questa la causa principale del ristagno delle retribuzioni (e ci sono buoni motivi per contestarlo) resta allora da capire perche` la stessa pressione competitiva non si esercita sugli stipendi dei capi. In teoria, e anche in pratica, esiste un mercato del lavoro globale per i talenti manageriali. Non si puo` delocalizzare in India l’ufficio dell’amministratore delegato di Trenitalia, ma si possono reclutare i vertici delle grandi aziende tramite concorsi aperti, internazionali, attingendo a un’offerta di manager capaci dal mondo intero. Questo dovrebbe consentire di mettere in concorrenza i top manager di tutto il mondo e far scendere i loro stipendi. Invece non accade. Allora l’analisi macroeconomica della globalizzazione deve essere integrata da un’analisi politica del potere delle oligarchie, che si sono auto-isolate dagli effetti della globalizzazione.

 

 

 

 

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