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Morti e malati riconducibili alla centrale di Vado.

19 febbraio 2014

Non bastando i danni dell’Acna di Cengio, un altro prezzo in vite umane da pagare al lavoro anche in Vallebormida.

Quattrocento decessi e 1700-2000 ricoveri di adulti per malattie respiratorie e cardiovascolari tra 2000 e 2007, 450 bambini ricoverati per patologie respiratorie e per attacchi d’asma tra 2005 e 2012. Numeri choc già trapelati dalle carte della consulenza realizzata per la Procura di Savona nel contesto dell’inchiesta su Tirreno Power, ma che hanno avuto oggi dal procuratore Granero una conferma se possibile ancora più tranchant: questi dati, reali e non frutto di un calcolo su algoritmo, sarebbero da attribuire esclusivamente alle emissioni di Tirreno Power, escludendo quindi il traffico automobilistico, altre aziende della zona, le ciminiere delle navi.

 

Ampia, molto ampia, la «zona di ricaduta» delle emissioni stesse. Qui la consulenza prende in esame due diverse ipotesi, una basata sulla sperimentazione pratica e l’altra su calcoli matematici. La cartografia di entrambe è inquietante: nella versione “pratica” si evidenzia una zona “rossa” che ingloba quasi completamente il perimetro di Savona, più Vado, Quiliano e Bergeggi con proiezioni verso l’entroterra, Albisola e Varazze, e una seconda enclave nella zona tra Noli e Finale. La versione “matematica” presenta una zona rossa molto estesa che va da Albisola al Finalese alla Val Bormida.  

 
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