Skip to content

Scuole sporche, rischio salute.

22 gennaio 2014

Su questo argomento qualche giorno fa ho sentito una esternazione, delle sue, di Vittorio Sgarbi, il quale sosteneva che se le scuole sono sporche è colpa della maleducazione dei bambini.Educati o non educati, quando i contenitori dei rifiuti sono pieni, qualcosa s’ha da fare….

Le scuole italiane sono così sporche che è meglio chiuderle. E’ successo a Mira, nel Veneziano. In alcuni comuni vicini. Nel centro di Roma, a Trastevere, hanno solo interrotto tutte le attività al piano terra, invaso dai topi. Uno studio di 37 pediatri ha stimato in 1,7 milioni i ragazzi colpiti dai pidocchi nel 2013, duecentomila in più dell’anno precedente. E la novità è che l’attacco dei parassiti ha varcato il portone delle scuole superiori: prima il calvario delle famiglie costrette a controlli settimanali delle teste dei figli e costosi prodotti anti-pediculosi iniziava sì all’asilo, ma si fermava in terza media. Pidocchi anche al liceo, ora: il segno di bonifiche mai fatte, di angoli di deposito mai puliti. Di scuole italiane lorde oltre la soglia di guardia.

Si sta risparmiando troppo sulla nostra scuola pubblica, o forse con la nostra scuola si continuano a nutrire aziende di partito. La sporcizia che mette in discussione l’agibilità è figlia dei taglio forsennato degli appalti da parte della Consip — la centrale acquisti della pubblica amministrazione — per affidare la pulizia di aule e laboratori, scaloni e mense. La grande coop Manutencoop, quindicimila dipendenti e ricavi per un miliardo e 100 milioni di euro, vicina al Pd (ha finanziato l’ex sindaco di Bologna Sergio Cofferati, il presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani, il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando, il senatore Nicola Latorre: 350 mila euro al Partito democratico dal 2004 a oggi), ha ridotto l’orario dei suoi lavoratori del 70 per cento. Questo dopo che la Consip, appunto, ha falcidiato i nuovi budget pubblici.

Nella torta delle pulizie delle scuole — un miliardo e 800 milioni di euro divisi in tredici lotti su tutto il territorio nazionale — la Manutencoop si è aggiudicata tre lotti sui nove fin qui assegnati. Nuovi appalti li ha ottenuti in Friuli Venezia Giulia e in Veneto. Negli istituti assegnati gli addetti alle pulizie ora fanno turni largamente insufficienti: o lavorano oltre l’orario di lavoro, non retribuiti, o le scuole restano sporche. Le aule delle scuole di Mira e Gambarare non vengono pulite da prima di Natale, alcuni alunni hanno accusato problemi respiratori e le famiglie li hanno tenuti a casa. Gli insegnanti, allora, hanno iniziato a svolgere le attività scolastiche all’aperto e nei corridoi.

In altre città, a Bari per esempio, c’è il problema Dussmann, altro grande appaltatore pubblico. Dussmann Service appartiene a Dussmann Group, network internazionale di servizi specialistici — “sanificazione e ristorazione”, scrivono loro — per enti pubblici e aziende. Il gruppo intero conta 60.000 dipendenti in ventun nazioni. La Dussmann Service ha chiesto alla Regione Puglia di contribuire a pagare gli stipendi a 3.500 lavoratori. Lavoratori della multinazionale, s’intende. La Regione ha detto sì quando ha avuto certezza di poter prendere i soldi dallo Stato: la legge di stabilità ha offerto, infatti, risorse fino al 28 febbraio prossimo. Poi? Non si sa. Il Miur lunedì scorso ha incontrato i vertici della Dussmann, ma al ministero altri denari non ce ne sono. La Regione Puglia vorrebbe che il Miur revocasse l’appalto, affidato alla multinazionale con una riduzione del 60 per cento degli introiti e una diminuzione dell’orario di lavoro tra il 55% e il 90%. Tra l’altro, la Dussmann non ha pagato ai lavoratori i due mesi estivi: luglio e agosto. Mentre la Manutencoop Bologna, tornando a bomba, non ha pagato le tredicesime chiedendo ai lavoratori di dimezzarsi la paga e allargando a sette giorni a settimana la disponibilità.

Sulla questione pulizie il ministero dell’Istruzione è stato assediato il 12 dicembre scorso fino a mezzanotte, erano i giorni dei forconi. Licenziamenti e riduzione dell’orario di lavoro restano uno spettro, anche perché cobas e sindacati confederali sono in guerra. Sindacati e Movimento Cinque stelle assicurano che, riportando dentro la scuola l’appaltone scolastico e affidandolo a personale interno, si risparmierebbero 100 milioni. Presidi e insegnanti del Nord-Est ricordano che se gli studenti salteranno in massa più di 200 ore di lezione l’anno scolastico sarà annullato.

Il 31 gennaio tavolo nazionale al Miur per trovare nuove risorse. Sarebbe il caso di rivedere l’intero sistema degli appalti per la pulizia delle scuole.

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: