Skip to content

Morando: il prossimo segretario regionale sia anche candidato governatore

11 gennaio 2014

Sull’edizione torinese de La Stampa di oggi è stato pubblicato questo articolo di Enrico Morando, che contiene un’interessante proposta per le il prossimo congresso del Partito Democratico. Riporto integralmente l’articolo per i non torinesi e per chi comunque non abbia avuto occasione di leggerlo.

Dimettersi in blocco, per obbligare politicamente il presidente Cota a rassegnare a sua volta le dimissioni e ottenere le elezioni regionali anticipate a maggio 2014. È questa la decisione assunta dai consiglieri regionali piemontesi del PD. Una decisione “estrema”-solo qualche mese fa il Partito democratico ha giudicato eversiva la minaccia dei parlamentari del Popolo della libertà di ricorrere a questa scelta-, ma perfettamente giustificata dall’esigenza di impedire che la marea di fango che sta investendo Cota , la sua giunta e la sua maggioranza travolga la stessa istituzione Regione.

Chi ha seguito la vicenda degli scandali che hanno contrassegnato la vita della Presidenza Cota fin dalla sua nascita sa che non è una esagerazione: dalle elezioni “vinte” grazie ai voti di una lista la cui illegittimità è stata da tempo acclarata in sede giudiziaria, fino all’acquisto di mutande verdi a spese dei contribuenti, passando per le dimissioni di assessori e dirigenti della sanità travolti dal malaffare, Cota ha da tempo perso-se l’ha mai avute-la credibilità e l’autorevolezza necessarie per guidare il Piemonte, nella tempesta di una crisi che, a paragone con la vicina Lombardia, si presenta più profonda sul piano economico e più dura per le sue conseguenze sociali. Al punto che anche il suo partito-la Lega nord di Maroni e Salvini-ha presto rinfoderato gli ambiziosi progetti circa la “macroregione” del Nord: lungi dal costruire ipotesi di lavoro comune, Maroni sembra oggi impegnato a non farsi neppure fotografare assieme all’imbarazzante collega “governatore” del Piemonte.

Dunque, il problema del PD non è oggi quello di spiegare perché i suoi consiglieri regionali abbiano deciso di ricorrere alla impegnativa scelta dell’abbandono dell’Assemblea legislativa piemontese. L’opinione pubblica ne ha colto le buone ragioni, anche aiutata dalla forte campagna per le dimissioni di Cota condotta dal principale quotidiano piemontese.

Il problema del Partito democratico è dare a questa iniziativa uno sbocco politico: ottenere le dimissioni di Cota e avanzare una credibile proposta di governo della Regione. Due obiettivi distinti, se si guarda ai tempi di realizzazione. Ma l’uno coessenziale all’altro: Cota non sarà davvero “costretto” a dimettersi, se i cittadini piemontesi non saranno convinti della esistenza di un’alternativa credibile e pronta.

Per costruirla-in uno con la campagna in corso contro Cota e le malefatte sue e della sua Giunta-il PD ha nelle prossime settimane una straordinaria occasione: il suo Congresso regionale. Un appuntamento già fissato per Febbraio/Marzo prossimi. In Piemonte come in tutte le altre Regioni italiane. Così come è già stabilito (si tratta di una regola statutaria) che siano gli elettori-e non i soli iscritti-ad esprimere il voto decisivo sui candidati Segretario regionale e le loro piattaforme. Esattamente come è avvenuto per il recente Congresso nazionale, conclusosi con le Primarie vinte da Renzi contro Cuperlo e Civati.

Di cosa c’è bisogno, per saldare  Congresso del PD, battaglia per le dimissioni di Cota e proposta di governo per il Piemonte? È semplice: basta che il PD piemontese decida che le Primarie tra gli elettori che concluderanno il suo Congresso sceglieranno il Segretario regionale, che sarà anche il candidato Presidente della Regione. Basterà cioè applicare alla dimensione regionale ciò che è stato sperimentato, con tanto successo, nel recente Congresso nazionale: è infatti evidente che quei tre milioni di persone che si sono recati ai seggi l’8 Dicembre lo hanno fatto per eleggere, con un solo voto, il Segretario del partito a vocazione maggioritaria e, quindi, il candidato leader del Paese.

Del resto, come potrebbero gli elettori democratici piemontesi prendere sul serio la richiesta del PD di  recarsi in gran numero (almeno pari a quello dell’8 dicembre) ai seggi per scegliere il Segretario regionale, se contemporaneamente lo stesso PD-mentre conduce con metodi “estremi” la lotta politica per le dimissioni di Cota e il voto anticipato a maggio 2014-spiegasse loro che… no, il Segretario che sono chiamati a scegliere non è la personalità che si candida alla guida politica del Piemonte; ma un onesto gestore del rapporto tra le componenti interne al PD regionale?

Certo, si tratta di una scelta impegnativa, che presenta qualche rischio. Ma quella contraria espone a rischi ben maggiori. Per tutti, ne citerò uno solo: tenere il Congresso nel pieno di questa campagna di mobilitazione contro Cota, sollecitare gli elettori a parteciparvi e…ottenere una presenza ai seggi inferiore al 50% di quella registrata soltanto pochi mesi or sono. In una situazione ordinaria, potrebbe essere un incidente di percorso, da far dimenticare presto. Ma non ora, non in Piemonte, non nel pieno di una crisi nella quale il discredito di chi governa rischia di coinvolgere anche l’opposizione e la stessa istituzione Regione…

Alle stesse conclusioni si giunge tirando il filo della costruzione delle condizioni politiche per un nuovo governo regionale: il disastro che Cota lascia in eredità e la profondità della crisi economico-sociale sono tali da escludere che si possa ricorrere alle soluzioni del passato: una  coalizione priva di un partito vero che ne costituisca il perno, costruita attorno ad una personalità percepita e accreditata come laterale e lontana-o addirittura estranea- al sistema dei partiti. No. Ci vuole un partito che si assuma la responsabilità di progettare e realizzare la svolta necessaria. Che ha da essere tanto più radicale, quanto più profondo è il baratro che è venuto separando la politica regionale dalla società.

Enrico Morando

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: