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Tate “diplomate” per i bambini.

27 dicembre 2013

bambinaiaSu La Stampa un articolo di Lorenza Castagneri ci riporta indietro nel tempo, quando era la donna a specializzarsi come baby sitter. Chissà quando anche i maschietti si cimenteranno nella difficile professione della bambinaia?

Il sito britannico Educated Nannies lo dice chiaro. Le aspiranti bambinaie che ambiscono a occupare una delle posizioni aperte devono essere laureate, avere almeno due anni di esperienza e provate referenze. Oltre a un certificato che attesti la loro conoscenza perfetta del bambino e dei suoi bisogni. Tate “diplomate”, insomma, altro che semplici baby-sitter. Un mestiere antico che anche in Italia sta tornando di gran moda. Complice, forse, anche lo stipendio. «Minimo mille euro al mese più, a seconda dei casi, vitto e alloggio. Ma se si va a lavorare all’estero, a Londra o in Russia, il compenso può arrivare fino a 3-4mila euro al mese». Parola di Veronica Tarabella, direttrice della Nanny & Butler Academy. La scuola, nata sei mesi fa da un’idea di Paola Diana, si occupa di formare tate di professione di alto livello. «Un po’ sul modello di quelle che escono dal Nordland College nel Regno Unito» specifica Tarabella che, dopo aver già laureato una decina di tate professioniste, si appresta a inaugurare il secondo corso intensivo. Durata: otto ore al giorno per sei settimane, a cui si aggiunge uno stage di un mese in famiglia o in un asilo. Al termine, le bambinaie sosterranno un test attitudinale per verificare il grado di preparazione e riceveranno un certificato di partecipazione.

«Vogliamo che le nostre tate non si occupino solo e semplicemente dei bambini. Oggi le donne pensano alla carriera e tendono a diventare madri sempre più tardi. Così capita che si sentano inadeguate, che abbiano dubbi. Si chiedono: “Ce la farò oppure no?”. Le persone che escono dalla Nanny & Butler devono stare accanto alle neomamme dandogli un aiuto concreto ma senza sovrapporsi al loro ruolo» continuano dall’Accademia.

Ecco allora che nelle lezioni di affronta il tema della gravidanza, si danno nozioni di puericoltura, di pedagogia e di psicologia infantile. Senza trascurare, ovviamente, l’aspetto pratico, dalla preparazione della valigia per andare in ospedale in vista del parto fino al cambio del pannolino, e quello di gioco e di creatività.

Anche qui, come all’estero, è richiesta un’ottima preparazione di base. «Fondamentale è conoscere alla perfezione la lingua italiana e avete una buona cultura. Per il servizio che vogliamo offrire è importantissimo – prosegue Tarabella -. Poi bisogna avere tanta, tantissima pazienza. Occuparsi di bambini altrui è una vocazione che non tutti anno. E poi serve spirito di sacrificio. Qui si lavora anche la sera e nei fine settimana».

Sarà. Certo é che, con la crisi, sono sempre di più gli italiani che si sono avvicinati a professioni che hanno a che fare con la cura della persona. L’Inps ne ha attestato un aumento del 20 per cento tra 2008 e il 2012, per un totale di 133.400 unità.

Il caso della Nanny & Butler Academy non è isolato. Per gennaio, la onlus Modavi ha annunciato l’avvio del corso Wonder Tata in varie città. Destinatarie sono ragazze e donne italiane e straniere tra i 20 e i 40 anni che vogliano avvicinarsi alla cura di bambini e adolescenti. Tra le altre agenzie, invece, c’è la Scuola per Tate, specializzata nella formazione di personale qualificato nella puericultura e nell’infanzia.

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