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La protesta dei “forconi”.

13 dicembre 2013

Da quasi una settimana nel nostro Paese, diverse città sono semiparalizzate da blocchi stradali e ferroviari, presidi e cortei, che talvolta sono degenerati in episodi di inaccettabile violenza. In piazza si sono ritrovati autotrasportatori, artigiani, commercianti, piccoli imprenditori, disoccupati e pure simpatizzanti di estrema destra. Simbolo della protesta i “forconi” dei contadini siciliani che per primi portarono in piazza la loro protesta e che ora si sfilano dal rivendicare quella di questi giorni. Bisogna infatti distinguere tra il Movimento dei forconi, un’associazione di agricoltori e allevatori ed il Popolo dei forconi, che rivendica il rifiuto dell’economia globale, che ha di fatto impoverito gli imprenditori, la protesta antieuropea che vorrebbe riprendere una sovranità nazionale e monetaria.

 Altre loro forti rivendicazioni sono il rifiuto del governo di “nominati”, a favore invece di elezioni anticipate e una lotta durissima contro Equitalia, per bloccare le procedure esecutive in caso di insolvenza e fallimento. Uno degli slogan più frequenti in queste giornate è stato : “A Roma!”, infatti viene riproposta una sorta di “marcia su Roma”, lasciando un po’ di respiro alle altre città, soprattutto del nord. A Torino per tre giorni i manifestanti hanno urlato “ladrone” davanti a Palazzo Lascaris, all’indirizzo del governatore Cota, ormai famoso per le mutande verdi. Ora si presume che il centro della protesta si sposti nella capitale, dove pare essere previsto un presidio permanente davanti ai palazzi della politica. Dopo gli episodi violenti, anche di Torino, una cinquantina di manifestanti sono stati denunciati per devastazione, resistenza, violenza privata, istigazione a delinquere. Non esiste mai una giustificazione alla violenza, alla esecrabile degenerazione di una protesta legittima come tutte le forme civili di rivendicazione di una propria opinione. Ma in questo momento difficile c’è chi esaspera i conflitti per sfociare in forme inaccettabili di protesta non costruttiva.

Marina Levo

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