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Come la clamorosa vittoria della Merkel l’ha lasciata più debole … e che cosa significa per l’euro.

28 settembre 2013

ImageNon è per puro caso che si diventa commentatori giornalieri nella pagina ufficiale del sito del NASDAQ se non si è largamente riconosciuti dalla comunità a cui si fa riferimento come tra i più valenti esperti di finanza internazionale. L’inglese Martin Tiller lo è, sia per le sue analisi puntuali sia per il suo britannico realismo. Questa volta Tiller “abbandona” per un istante l’indagine sui bilanci delle companies americane, l’analisi tecnica, i vari criptici acronimi della galassia borsistica quali l’EMA, l’EPS e così via, per dedicare un po’ d’attenzione alla politica internazionale. Tiller, a mio parere, ne esce bene stilando un giudizio assai condivisibile sulle inaspettate difficoltà che paradossalmente la trionfante Angela Merkel dovrà affrontare nel prossimo futuro. Intralci, le cui origini sono d’addebitare a una sua politica quadriennale basata opportunisticamente sull’eccessivo ascolto dell’elettore mediano tedesco, oggi tendenzialmente quietista, senza aver voluto convincere lo stesso su come una generosa Germania, in un momento di difficoltà generale, con le dovute garanzie, avrebbe potuto accelerare il processo d’unificazione europeo, sanando nel contempo quel suo pesante debito storico contratto con la popolazione del continente.

Se si vuole tracciare un parallelismo, riguardo alle comuni difficoltà, che esiste tra i due principali schieramenti d’opposizione, l’italiano e il tedesco viene automatico concludere questa presentazione con un simpatico gioco di parole, che però al suo interno ne distingue le diverse carature politiche: laddove il PD in Italia è riuscito a perdere un’elezione già vinta, la SPD tedesca è riuscita a “vincere” un’elezione già persa.

Buona lettura

fg

How Merkel’s Resounding Victory Has Left Her Weaker…And What It Means For The Euro

2013/09/24 Martin Tiller

Durante il fine settimana è stato confermato che Angela Merkel e il suo partito CDU/CSU aveva ottenuto una clamorosa vittoria alle elezioni federali tedesche. La Merkel è l’unico leader europeo sopravvissuto alla crisi finanziaria, confermandosi al potere. Inoltre, il suo centro-destra CDU/CSU ha sfiorato la maggioranza assoluta nel Bundestag. In apparenza sembra che la posizione del Cancelliere sia stata rafforzata, che nulla cambierà e che gli effetti delle elezioni sull’Euro saranno limitati. Scavando un po’ più a fondo, però, questa immagine non è poi così chiara .

Il pluripartitismo e il sistema elettorale proporzionale tedesco rendono difficile per un singolo partito ottenere la maggioranza assoluta, in verità tale condizione non si è mai realizzata dal 1957 ad oggi. Mentre il partito di maggioranza detiene ovviamente l’autorità morale in qualsiasi conseguente coalizione, la necessità di governare può causare alcune gravi concessioni verso i partiti di minoranza, che sono necessari per formare un efficace blocco di voto. Quando l’ideologia degli interessati coincide, questa non determina una rilevante influenza sulla politica di coalizione. Fino a queste elezioni, per esempio, la CDU ha stretto una partnership con un alleato naturale, la pro-business FDP, un altro partito di centro-destra, anche se i liberali si siedono un po’ più in là a destra della Merkel .

Può sembrare difficile per i lettori americani credere che una cosa del genere possa esistere, sennonché Angela Merkel è un politico molto popolare. In questo caso, però, la sua popolarità le ha posto un dilemma. Grazie ad un aumento consistente di voti per la CDU, la FDP non è riuscita a raccogliere il 5 % dei voti necessari per ottenere rappresentanza nel Bundestag. Ciò è accaduto per la prima volta dalla fine della seconda guerra mondiale. Questo lascia la  Merkel e il suo partito in cerca di un partner.

Comunque, la popolarità della CDU non è stato l’unico fattore che ha concorso al fallimento della FDP (liberali). C’è stata anche una dimostrazione di forza da parte del partito Alternativa per la Germania o AFD, un’ala della destra tedesca. La loro opposizione verbale per i salvataggi verso i paesi debitori europei, e anche per l’Euro stesso, indica che una minoranza significativa in Germania è disillusa dalla moneta unica. Questo argomento, qui negli Stati Uniti, è stato il centro di considerevole attenzione riguardo alla consultazione elettorale tedesca, ma, mentre il disincanto per l’Euro può portare alla Merkel e alla CDU a un’occasionale adesione di facciata alla destra, rimane il fatto che l’AFD (Alternativa per la Germania) non ha rappresentanti nel Bundestag. Una sorta di coalizione con la sinistra sarà necessaria per formare un governo.

Una “grande coalizione” con il secondo partito più popolare, la SPD di centro-sinistra, è una possibilità. Oltre a questo, al fine di ottenere una maggioranza nella camera bassa, il partito della Merkel dovrà guardare ancora più a sinistra, al Partito della Sinistra (Die Linke) e ai Verdi. Qualunque sia il percorso scelto, è probabile che, sia le politiche nazionali, sia quelle europee della Germania cambieranno in qualche modo. La SPD è probabile, secondo alcuni osservatori. che chieda un salario minimo, un approccio più morbido alla stretta fiscale verso i Stati debitori europei, o il controllo del Ministero delle Finanze, come requisiti per un accordo.

E’ evidente che una così netta vittoria elettorale ha effettivamente indebolito la Merkel e la CDU! La popolarità del Cancelliere ha rimosso i voti dal partito più vicino a lei politicamente, e quindi le ha negato un adeguato partner di coalizione.

Questo dovrebbe far riflettere coloro che acclamano un sistema multi-partitico negli Stati Uniti, tuttavia io sono più preoccupato per quello che si dice circa il futuro dell’economia europea, e in particolare dell’Euro. Ho affermato precedentemente che i problemi della zona Euro hanno trovato meno posto come titoli dei giornali, ma non sono affatto scomparsi. Alcuni paesi, come l’Irlanda, hanno recuperato parzialmente, ma in altri, come la Grecia e la Spagna, la disoccupazione di massa e i disordini sociali esistono ancora.

Nei prossimi giorni e settimane si vedranno alcune trattative delicate in Germania e, mentre uno dei primi pronunciamenti della Merkel era che la politica europea sarebbe rimasta immutata, un qualche tipo di aggiustamento sembra inevitabile. Se questo è atteggiamento di recrudescenza atto a destabilizzare il parvenu dell’AFD (Alternative for Germany) o un ammorbidimento per placare un potenziale partner di coalizione non è ancora del tutto chiaro, ma qualcosa ella dovrà offrire.

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