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Giorgio Abonante: guardiamo avanti

30 luglio 2013

Alessandria-Stemma

Il risultato del lavoro appena concluso dall’Organismo Straordinario di Liquidazione conferma, aldilà di ogni ragionevole dubbio, la drammaticità del debito accumulato dal Comune di Alessandria. Certamente i 130 mln accertati come massa passiva al 31 dicembre 2011 preoccuperebbero meno se l’ente fosse in grado di programmare senza grossi sforzi spese correnti in più da destinare alla liquidazione del debito, ma così non è e qui sta la grave omissione di molti commentatori interessati, per varie ragioni, ad offrire una visione distorta della realtà.

Non solo il Comune di Alessandria è inadempiente da molti anni nei confronti di tanti fornitori che continuano, leggendo certe interpretazioni, a essere sbeffeggiati da quel modus operandi che ha caratterizzato l’amministrazione nel passato, ma non è minimamente in grado, oggi, di far fronte a quell’impegno se non prevedendo un’accelerazione nel riequilibrio fra entrate e spese correnti, vera e unica causa del dissesto di Alessandria. Questo è sempre stato e rimane il punto centrale di tutta la vicenda ed è davvero triste leggere i commenti di chi ha ritenuto di strumentalizzare la relazione conclusiva dell’OSL solo per rinverdire i fasti di un passato che potrebbe tornare soltanto sotto le sembianze di un secondo dissesto. Tragedia che vogliamo in tutti i modi evitare ridisegnando prima possibile un orizzonte più sereno. In queste ore si lavora per capire come rispondere alla proposta dell’OSL in relazione alle novità che il legislatore potrebbe introdurre sulle risorse da destinare al pagamento dei creditori per gli enti che hanno accettato la procedura semplificata. Ci sono pro e contro che devono essere valutati con attenzione, ignorando per quanto possibile le letture strumentali.

Un dato è certo. Se il Comune oggi ha la possibilità di vedere consolidato il debito enorme del passato, e se i fornitori hanno una minima speranza di vedere qualche risorsa loro dovuta, è solo perché la procedura di dissesto deliberata dalla Corte dei Conti nel giugno 2012 porta con sé tanti problemi ma anche qualche elemento positivo. Si tratta sempre di contestualizzare. L’alternativa sarebbe stata il nulla: l’agonia lenta del Comune, nessuna prospettiva per i cittadini, nessuna speranza per i fornitori.  Consolidare il debito e onorare, almeno in una certa misura, gli impegni presi con i fornitori e i cittadini è però solo un primo passo: la sfida per questa Amministrazione è ora quella di imboccare la strada del risanamento e dello sviluppo. Una sfida, l’abbiamo detto e ridetto, a cui devono concorrere tutte le forze politiche, economiche e sociali della città con scelte coraggiose ed assunzioni di responsabilità precise: su questo verremo giudicati e su questo vorremmo costruire un rapporto limpido e chiaro con tutti coloro che hanno a cuore il bene di questa comunità. Guardiamo avanti.

Capogruppo PD Consigliare

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