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George Orwell e la paranoia della libertà circoscritta

23 giugno 2013

George Orwell

Lo scandalo che ha coinvolto la supposta e indebita sorveglianza Prism NSA è stata una buona notizia per George Orwell (pseudonimo di Eric Arthur Blair) e in particolare per il suo romanzo distopico Nineteen Eighty-Four (1984), che è stato originariamente pubblicato nel 1949. Le vendite sono aumentate di oltre il 7.000% su Amazon.com. Languendo per parecchio tempo al 13.074° posto nella lista, ora è giunto al 193° ed è in costante aumento. Molte persone stanno trovando un parallelismo tra la volontà del governo degli Stati Uniti di curiosare sulle e-mail e sulle telefonate di qualsiasi ordinario cittadino/a americano/a e la visione di Orwell verso un futuro in cui il Grande Fratello è presente ovunque.

Orwelliano” è diventata la parola sulla bocca di tutti. Ma la vera domanda che ci si pone consiste nel sapere, che cosa vuol veramente dire libertà negli Stati Uniti d’America. Il senatore Bernie Sanders, questa settimana, nel corso di un’intervista televisiva chiese. “Quale significato conferiamo alla nostra Costituzione? Che tipo di paese vogliamo essere? I bambini cresceranno sapendo che ogni dannata cosa compiuta sarà registrata da qualche parte in un file? Penso che ciò avrà un impatto molto orwelliano e quindi inibente sulla nostra vita “.

Va detto che Orwell non necessita di alcuna pubblicità. Come il Grande Fratello, egli è sempre con noi. D J Taylor, che nel 2003 scrisse una biografia su Orwell e che negli ultimi cinque anni è stato presidente dell’Orwell Trust, fa una sorprendente dichiarazione: “Se dovessi scrivere i nomi dei tre scrittori in lingua inglese che ottennero il più grande effetto nel comunicare al grande pubblico ciò che i libri e la letteratura espressero, “egli afferma,” sarebbero Shakespeare, Dickens e Orwell.” Il lettore americano è sempre stato appassionato di Orwell: i liberali lo coccolano a causa dei suoi avvertimenti contro il potere dello Stato. Seppur per altre ragioni, il giudizio dei conservatori non è dissimile, poiché i suoi libri sono serviti come un bastone con cui colpire il comunismo. La sua influenza è stata sentita anche al di fuori del mondo di lingua inglese. Le edizioni di Ninety Eighty-Four e Animal Farm, pubblicate nel 1945, furono diffuse anche in Unione Sovietica; egli fu – e ancora in effetti è – venerato in Polonia, dove le sue satire furono molto lette sotto il regime comunista. Taylor crede che oggi siano commentate anche in Cina. Orwell ha qualcosa da dire a tutti coloro che soffrono sotto un regime autocratico.

Tuttavia, per i lettori che acquistano Nineteen Eighty-Four per le correnti preoccupazioni che sono emerse a causa del disvelamento del programma Prism, sarebbe non corretto che lo considerassero solo come un romanzo propedeutico ai pericoli dell’invadente tecnologia. Il teleschermo in un angolo della stanza che tutto vede è un dispositivo importante per consentire allo Stato di esercitare il controllo, ma la vera preoccupazione di Orwell riguarda le minacce molto più insidiose per la libertà. Lo Stato del Grande Fratello punta niente di meno che al controllo del linguaggio e del pensiero. Secondo gli slogan ripetuti da parte del Ministero della Verità, “La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l’ignoranza è forza“. L’essenza del romanzo si può interpretare mediante questo semplice dettato: priva le persone delle parole con le quali resistere e tu schiaccerai ogni tipo di resistenza.

In Nineteen Eighty-Four, la definizione di atto di ribellione di Winston Smith è quella di tenere un diario, per tentare di registrare i suoi pensieri e i suoi sentimenti accuratamente. Non è facile quando le espressioni di cui tu hai bisogno sono state cancellate o “capovolte”. La più grande inibizione, per usare le parole del senatore Sanders, è di tipo mentale piuttosto che quella fisica.

L’idea che i governi potrebbero controllare le menti delle persone terrorizzò Orwell. Taylor sostiene che Nineteen Eighty-Four nacque in uno stato di paranoia. Una paranoia che fu evidente fin dall’inizio della sua carriera di scrittore nei primi anni 30.  A mio giudizio, ciò che scolpì nella mente di Orwell questo senso d’angoscia fu la drammatica esperienza spagnola (Homage to Catalonia). Egli, partigiano, volontario militante nelle formazioni libertarie socialiste, ferito durante i combattimenti ingaggiati contro le squadre franchiste, si trovò, nel volgere di pochi giorni a Barcellona, braccato, minacciato seriamente di morte dai suoi ex alleati stalinisti. Si salvò per puro miracolo. Taylor ha adulato Orwell come un individuo libero che lottò per la verità oggettiva, non legato ad alcuni interessi particolari: ovunque lo scrittore visse, egli non fece altro che constatare una libertà circoscritta.

Orwell incapsulò quelle paure nel suo saggio del 1946 “The Prevention of Literature“. “Nella nostra epoca“, scrisse, “l’idea di libertà intellettuale è sotto attacco da due direzioni. Da una parte ci sono i suoi nemici teorici, gli apologeti del totalitarismo, e dall’altra il suoi corrispettivi, i nemici pratici, il monopolio e la burocrazia. Tutto cospira nel far diventare lo scrittore e ogni altro tipo di artista in un piccolo funzionario, che lavora su temi impartitegli dall’alto, senza mai dire in che cosa gli appare tutta la verità.

Si tratta della paranoia di Orwell che dà alla sua scrittura la potenza e quella pressione che l’ha mantenuta in vita. Ciò che possiamo imparare da una comprensione più ampia del molto usato (e talvolta abusato) termine “orwelliano” è che egli temeva, non solo la tecnologia di sorveglianza, ma la nostra risposta a un tale scenario. Siamo disposti a mettere in discussione il suo utilizzo? Riusciremo a chiedere alle agenzie di sicurezza una maggiore vigilanza? Riusciremo a far sì che il nostro governo ce ne renda conto? Tuttavia, finché ci sarà un Winston Smith, che lotta per mantenere il suo diario, il Grande Fratello non vince.

Franco Gavio

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2 commenti leave one →
  1. 23 giugno 2013 23:52

    Domani parte la dura lotta all’evasione. L’occhio del Fisco potrà osservare i conti correnti
    http://feeds.ilsole24ore.com/c/32276/f/438662/s/2dad96a1/l/0L0Silsole24ore0N0Cart0Cnotizie0C20A130E0A60E230Cdomani0Eparte0Edura0Elotta0E1850A110Bshtml0Duuid0FAbvuJl7H/story01.htm

  2. 26 giugno 2013 14:39

    Dalle case alle assicurazioni l’occhio del Fisco vede tutto: http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2013-06-26/dalle-case-assicurazioni-occhio-064529.shtml?uuid=AbxIkW8H

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