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Laura Puppato scrive a Beppe Grillo.

21 aprile 2013

La senatrice pd Laura Puppato, in corsa a dicembre per le primarie, scrive a Beppe Grillo, invitandolo a pace ed obiettività, dopo la rielezione di Giorgio Napolitano a Presidente della Repubblica.  Buone maniere e buon senso sono ancora possibili? Mi auguro proprio di sì, così come spesso dico che non mi corrisponde una azione politica basata sulla denigrazione dell’altro, sulla critica estrema e sull’assenza di autocritica. 

ml

Caro Beppe,

ci sono momenti difficili e pericolosi nella storia di una nazione. Ieri, 20 aprile 2013, è stato uno di quelli. E’ in atto un cortocircuito che rischia le peggiori derive, mentre le condizioni di un vero cambiamento si stavano ponendo. Noi che militiamo altrove, ci abbiamo sperato e creduto, abbiamo lavorato per questo e tu lo sai, bene noi ora siamo disperati delle occasioni perdute fin qui, del malessere che ne sta ingrossandosi.
Ma anche no. Disperarsi mai: peggio vanno le cose, e più bisogna mantenersi saldi. Saldi non significa rigidi, la rigidità amplifica i conflitti ma ha preso piede proprio fra quelli che invece avrebbero dovuto cercare le più agili e flessibili sfumature di convergenza. E non ne sono stati capaci, ma si sono incaponiti come in uno scornamento fra cervi. Di questo ti voglio parlare.

Non so se 4 persone si siano incontrate in un salotto con gli intenti che tu dici, ma certo se tutti, fin dall’inizio, fossimo stati più ragionevoli, qui non ci saremmo arrivati. E in quei tutti, ovviamente, ci metto anche il mio partito. Perché non mi tiro fuori, beninteso: se scrivo a te non è per ricordarti le tue responsabilità, né solo per riconoscere le nostre. E’ del fuoco che si rischia di appiccare – chi attivamente e chi per cecità o inerzia – che ti voglio parlare: per invocare acqua, perché stiamo soffocando e morendo di sete. Non l’acqua che spegne le fiamme della giusta indignazione: quella la capisco, non la voglio sottovalutare anzi… Ma ci serve l’acqua che torni a ristorare la capacità di ragionare, per saperci fermare sull’orlo prima delle guerre. Dobbiamo farcela con altri metodi! Le responsabilità di tutti sono tante e diverse, ma ora vorrei parlare del nostro non saperci fare mai acqua. L’acqua è la più potente delle forze, perché la più dolce, quella che sa adattarsi a tutte le forme, ma proprio per quello non resta mai prigioniera, trova sempre una strada. Hai toccato un tristissimo tasto evocando una marcia su Roma – di questo non puoi non essere cosciente. Su questo anche Rodotà, persona per bene in cui tu confidi, non è d’accordo con te. Manifestare, reagire, va sempre bene: ma attento a cosa evochi! Ti chiedo di cercare strade diverse. Finché nel Pd ci sono milioni di elettori e di iscritti capaci di indignarsi per le stesse cose per cui voi vi indignate, non avete il diritto di liquidare questo partito come un blocco unico, non avete il diritto di disprezzarne la forza. Parli spesso di persone perbene, oneste, di buona volontà, ma sembri dimenticare che allora è alle persone per le loro qualità che bisogna guardare, e mai aizzare tifoserie fra gruppi. Non è per questo che hai indicato Rodotà? Non è per questo che nella rosa che avete votato vi era anche Prodi? Adesso esiste un diritto alla rabbia, ma anche un diritto più forte a non cedere a guerre che possono portare solo nuove distruzioni. Nel dopoguerra l’Italia, le case e le anime degli italiani erano distrutti, ma il patrimonio che tutti avevano in mano era proprio la coesione nel potere e volere guardare finalmente avanti, sentendosi insieme: mentre oggi la divisione ci corrode da dentro, è questa la più grande distruzione da combattere. Senza di questo, dove andiamo? Il M5S da solo non può cambiare il Paese. E non possono i tanti che in altri partiti vorrebbero farlo, ma sono disgregati, con tutta la loro dedizione cercano di farlo ogni giorno, ma non hanno la forza di imporlo, perché la logica delle tifoserie prevale. E’ necessaria una mobilitazione popolare che restituisca dirompenza anche a valori di pace. Non mi appello certo ai “chi ha dato ha dato ha dato…” eccetera. Ma serve una riconciliazione fra le persone oneste, che includa tutti quelli che si impegnano anche nei partiti e gruppi che non sono il tuo. Non solo le marce su Roma, ma anche il partito unico sarebbe una cosa da non evocare mai. Creare un fronte più unitario e pacifico, per il cambiamento, è possibile! Ma è qualcosa che è necessario costruire con un linguaggio e uno stile di rapporti diverso. E in questo i toni tenuti finora non sono stati di aiuto, anzi. Ti chiedo di cambiare parole, scenari, evocazioni: facciamolo insieme. Dobbiamo essere milioni a pensare in un modo nuovo, che includa la resistenza più ferma, ma che ripudi ogni guerra fratricida, perché a vincere sarà sempre il potente e a perdere il più indifeso.

Evoco un’ultima volta le tue stesse parole per dire: in questo, non lasciatemi sola o con quattro gatti. Anche io di più che dirti questo non posso fare: qui o si fa la democrazia e la pace, o si muore come Paese.

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5 commenti leave one →
  1. 24 aprile 2013 13:36

    Puppato, un caso eclatante di ipocrisia politica a scopi carrieristici. Puppato si spaccia per ambientalista, difensore dei diritti delle donne ed amica del M5s, ma le prime due dichiarazioni sono in contraddizione con quello che in realta’ combina e la terza e’ puro opportunismo. Il rinnovamento della politica in Italia passa anche per lo sbarazzarsi di simili personaggi.

  2. marilevo permalink
    25 aprile 2013 00:18

    Gentile sig. Cecchini, presumo che lei abbia più elementi di me per esprimere un giudizio sulla senatrice Puppato. Personalmente ne apprezzo il garbo ed i modi pacati che, a mio avviso, in ogni persona non necessariamente rimandano all’ipocrisia, come non necessariamente la verità deve essere accompagnata da aggressività verbale o maleducazione. Mi auguro che il rinnovamento della politica italiana sia nei contenuti, nelle persone se necessario, ma anche nei toni, nel concepire dialoghi che non finiscano per forza in insulto o rissa.Diciamo che non mi ritrovo nelle modalità espressive della Santanchè o della Ravetto, per intenderci.

    • 25 aprile 2013 11:10

      Grazie per il commento alla mie quattro righe provocatorie.. Comunque su Puppato ho in progress una nota critica che posso inviare se mi da un’ indirizzo email od un riferimento Facebook . Il mio email e’ :
      francesco_cecchini2000@yahoo.com
      Sono su FB con il mio nome e l’ immagine di un lupo ( partecipo a molte campagne a sostegno di questo animale)
      Do i miei riferimenti perche’ non sono clandestino e firmo con il mio nome quello che scrivo.
      Buon 25 aprile.

      • marilevo permalink
        25 aprile 2013 16:31

        Credo che questi riferimenti possano essere utili non soltanto a me, ma anche a qualche altro lettore del blog.. Il mio indirizzo mail è marina.levo@libero.it , la ringrazio anticipatamente se vorrà inviarmi la nota critica su Laura Puppato. Buon 25 aprile.

  3. 25 aprile 2013 16:46

    Grazie. Provvedo senz’ altro e sono a disposizione per chiarimenti.

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