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L’Europa: aiuterà l’Italia a superare lo stallo.

20 aprile 2013

Giorgio Napolitano è stato rieletto Presidente della Repubblica, in questo articolo di Paolo Zatterin, su La Stampa, i primi commenti in Europa.

ml

Un sospiro di sollievo, ma non la fine delle preoccupazioni. Martin Schulz, presidente del parlamento europeo, confida che Giorgio Napolitano con «la sua figura istituzionale e la sua esperienza, aiuterà il Paese ad uscire dallo stallo». Il tedesco lo dice ancora prima che il presidente della Repubblica sia ufficialmente riconfermato, ma lui è attualmente la figura politica più dinamica che c’è a Bruxelles e sa bene quando è il caso di muoversi per fare prima degli altri e rubare la scena. Il Consiglio e la Commissione, strutture più istituzionalmente ingessate, si muovono sono a cose fatte.
Nelle dichiarazioni ufficiali, non hanno spazio per dire corse diverse da quelle delineate da Schulz, ovvero l’auspicio che il presidente aiuti «a ritrovare la stabilità e la coesione, necessarie tanto all’Italia quanto all’Europa». In effetti «lo stallo» fa paura. Dal 24 febbraio Bruxelles segue accigliata le cronache della penisola, attende segnali di normalizzazione che sinora non ha visto. «C’è bisogno di un governo che governi e di un sistema che sistemi», rivela una fonte italiana della Commissione.

Il presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso, approva la scelta di Napolitano: «Rinnovando il suo mandato come capo dello Stato, il Parlamento italiano conferma in maniera inequivocabile il successo del suo primo settennato, nel corso del quale lei è stato, in modo pieno e autorevole, punto di riferimento istituzionale, nonché garante riconosciuto dell’unità nazionale e del prestigio internazionale del paese».
Parole di rito, questo. Ma non quelle successive, che vogliono essere di sprone a proseguire sulla strada europea e della democrazia. «La rielezione – sottolinea il portoghese – giunge in un momento cruciale del processo d’integrazione in cui i governi nazionali e le istituzioni europee sono chiamati a dar prova di grande equilibrio, coraggio e lungimiranza». Oggi più che mai, insiste «i cittadini europei chiedono alle nostre istituzioni un rinnovato impegno democratico che porti al superamento della crisi con il rilancio della crescita e dell’occupazione». L’aggettivo democratico è importante. Vale per tutti. Anche per chi vuole marciare su Roma. In sostanza l’Europa è allarmata per ogni possibile deriva. In piena crisi economica, si temono gli effetti di una stagnazione politica sull’economia italiana. E si è consapevoli che uno sbilanciamento potrebbe contagiare i partner europei, soprattutto per quanto concerne la finanza pubblica e le relazioni con i mercati. «Ringrazio Napolitano per la sua assunzione di responsabilità e la sua generosità, nell’accettare la ricandidatura a presidente della repubblica italiana in un momento così difficile», ha anticipato Schulz. Bruxelles non ha scelta se non ostentare apertamente fiducia nel presidente riconfermato. In privato, i commenti sono tuttavia quantomeno pensierosi. Non si vede un governo stabile all’orizzonte mentre l’economia malata di scarsa competitività è priva di manutenzione. Il secondo mandato, pensano nei quartieri europei, consente di riprendere a pensare al futuro, eppure da solo non basta a fare capire dove, quando e come si andrà a finire. «Una soluzione alla disputa sul Quirinale permette di affrontare gli altri problemi – commenta un diplomatico francofono -. Ci è chiaro che il cammino è lungo. E i rischi sono ancora tutti lì».

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