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L’elettore responsabile.

3 marzo 2013

Abbiamo avuto modo di sentire pure troppi commenti al voto della scorsa settimana, che ha consegnato il nostro paese ad una difficile governabilità. In casa Pd, poi, un rosario di mea culpa a sottolineare una campagna elettorale poco incisiva, forse inadeguata, con i sondaggi a fare da leit motif ingannevole e tranquillizzante. Ma da chi sono stati fatti? Ci vorrebbe una richiesta di risarcimento per danno biologico! Lo stile mi ricorda quello di molti dei nostri eventi in campagna elettorale o le discussioni sui social network: autoreferenziali, parliamo spesso tra di noi, come se avessimo dei dubbi se votare per lo schieramento del quale abbiamo in tasca la tessera. Se organizziamo un evento con interessanti punti di discussione e poi invitiamo tutti i nostri amici iscritti al Pd, la serata sarà certo un successo oltre che un esercizio di narcisismo, ma a chi giova?

Lascio a persone più titolate di me le analisi politiche del momento, vorrei invece spezzare una lancia a favore dell’elettore italiano, a mio parere più maturo di quanto molti pensino: tra i votanti dell’ultima ora del Movimento 5 Stelle troviamo molti imprenditori disperati e molti dipendenti ancora più disperati per le drammatiche condizioni economiche del nostro Paese. Dobbiamo prendere atto della maturità di un popolo che esprime disagio, malessere se non disperazione, attraverso un voto, consapevoli che in altri momenti storici tutto questo forse sarebbe già stato incanalato in manifestazioni violente o terroristiche. I partiti politici a queste persone debbono dare almeno una speranza. Certo che un analista attento direbbe che il rischio sarebbe lo scivolamento verso il populismo, ma senza speranza non si va da nessuna parte. Allora credo che spetti a noi incarnare questo spirito rinnovatore, senza perdere di vista la concretezza che da sempre ci contraddistingue e la rispettabilità che impedisce ad osservatori impietosi di parlare di noi come guitti da circo. La mia stima va ovviamente all’elettore consapevole del centro sinistra, abbastanza cresciuto per non farsi incantare dalle sirene della demagogia, abbastanza deluso da rimpiangere un pò di coraggio in più che ci sarebbe voluto e che domani forse farà la differenza, visto che il passato recente non può essere cambiato ed inutile è il pianto sul latte versato. Tutto da rifare insomma, comincia ora una fase molto delicata in cui saranno necessari concretezza, attenzione ai problemi delle classi più deboli, lavoratori, disoccupati, casalinghe, pensionati a cui la crisi economica ed una politica recessiva hanno tolto l’indispensabile.
Marina Levo.

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