Skip to content

La “cattiveria” del Sindaco

9 febbraio 2013

Sinceramente rimango sorpreso di fronte a manifestazioni di stupore condite con “l’amarezza del tradimento” da parte di taluni intrepidi simpatizzati della sinistra in merito al fatto che il Sindaco di Alessandria abbia dovuto ora, sebbene forzatamente, adottare delle misure contenitive per arginare il graduale accumulo di disavanzo conteggiato nel bilancio delle spese correnti. Un deficit progressivo che, se non ripianato in tempo, è tale da procurare un successivo dissesto ancora più deflagrante rispetto al precedente. Per coloro che suggeriscono al primo cittadino di non dover “deprimere gli spiriti e stimolare i cuori”, reputo che sarebbe opportuno che intraprendessero un corso accelerato in finanza locale o in alternativa, qualora ritenessero l’impresa troppo faticosa, si dedicassero a rivedere il significato etimologico del termine “austerità”.

Affermo ciò, perché questa scelta di politica economica, imposta imperiosamente dall’alto, inevitabilmente si può leggere sul piano dell’esistenza reale in termini di taglio dei costi, di riduzione della spesa pubblica e quindi di “dolore” sociale. Ho la genuina impressione che una parte della cittadinanza, mi auguro che si tratti di un’esigua minoranza, non sia ancora consapevole di quali siano gli effetti provocati da una opzione economica restrittiva e soprattutto quali siano le sue conseguenze che a cascata ricadono inevitabilmente e in modo pesante sui bilanci delle autonomie locali. Men che meno – ma forse in questo caso imputerei a me stesso una pretesa eccessiva – costoro si sono sforzati di capire anzitempo quale sia stata l’origine e con essa i responsabili di questa incipiente depressione che ci accompagnerà ancora per molti anni. Ovviamente, non risulterebbe semplice cercare di spiegare a una cittadinanza un po’ distratta e un po’ candidamente sorpresa che alcuni effetti cagionati da circa trent’anni di dottrina liberista, tra cui una finanza non regolata, scommesse azzardate, leverage alle stelle, bolle speculative, cartolarizzazioni avventate, derivati in circolazione stimati 10 volte il PIL mondiale, governi nazionali assenti, mancati trasferimenti, nella loro totalità abbiano indotto parecchie Istituzioni pubbliche centrali e locali, in forte carenza di liquidità, a chiudere alcuni servizi, riducendo così il sostegno alla collettività. Per giunta, la situazione specifica del Comune di Alessandria è ancora più grave, poiché alle precedenti cause converge una dissennata gestione dei conti, la cui responsabilità è da attribuire – come a tutti è noto – alla sciagurata amministrazione di centrodestra. Pare che, secondo taluni, il Sindaco e la Giunta nel suo complesso siano colpevoli di “diffondere la paura”, come se fossero diabolicamente tentati di gioire per le sofferenze altrui. Essendo ora gli amministratori responsabili in solido – e suppongo che su questa norma di accountability siamo tutti d’accordo – mi risulta difficile, almeno nel breve, che si possano prevedere politiche diverse di gestione del denaro pubblico, se non quella della riduzione dell’offerta. Francamente, sorrido nel pensare che ciò che occorra per sanare trent’anni di educazione al laissez-faire possa essere “lo spirito delle persone che vogliono lavorare per la città”. Come mai questa teoria del “mercato efficiente” sia riuscita a diventare egemone è una questione di sociologia della scienza molto complessa e alla quale è difficile dare una risposta precisa. Parimenti, ci si chiede come mai costoro nella veste di attenti e implacabili critici del momento, ma al tempo indifferenti alla cultura dell’accumulo di debito, si sentano così spavaldi tali da mettere sulla graticola un Sindaco che – non per sue colpe – sta cercando di stabilizzare una barca che fa acqua da tutte le parti.

Lo “spirito” inteso come dedizione volontaristica, come senso di abnegazione, come predisposizione al sacrificio per il conseguimento di un bene superiore è ciò che accumuna normalmente solo lo 0,1% della popolazione. Del resto, se questo condizione di “spiritualità” fosse così diffusa all’interno del consorzio umano, parafrasando “L’etica protestante e lo spirito del capitalismo” di Max Weber, i “capitalisti” dovrebbero risultare in soprannumero rispetto all’universo dei viventi. Purtroppo o per fortuna, l’evidente dato di fatto smentisce questa presunta funzione “dinamica” dello spirito. Piuttosto che appellarsi a considerazione ontologiche di dubbio aiuto nel capire i processi di gestione del pubblico denaro e biasimare la “cattiveria” del Sindaco, sarebbe più proficuo soffermarsi su come il nostro paese  in questi ultimi decenni ha selezionato la propria classe dirigente – mi riferisco in particolare a coloro che hanno competenze manageriali – e se essa oggi sia in grado di supplire con le proprie capacità e idee a una riduzione sistematica e prolungata delle risorse finanziarie.

Questo dovrebbe essere il tema in agenda, il resto retorica fuorviante.

Franco Gavio

Membro della Direzione Provinciale del PD

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: