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Perché l’America consente che le uccisioni continuino

16 dicembre 2012

In questi giorni, gli americani ci invitano a riflettere su chi farci governare, poiché i mercati non gradirebbero un deragliamento dall’agenda dell’attuale governo. Parte della stampa americana commenta da tempo che la crisi, per altro da loro creata per colpa di un indebitamento privato sconsiderato, renderà gli italiani maggiormente consapevoli di come si deve attuare un “buon governo” della cosa pubblica. Prendiamo atto della nostra scarsa diligenza. Di fronte al folle massacro di Newtown, cosa dovremmo dire di loro? Forse, questo breve editorial “rubato” dal NYT, anticipa ogni nostro commento.

fg

Di Gregory GIBSON, Gloucester, Mass.

Mia moglie ed io abbiamo appreso delle sparatorie nelle scuole del Connecticut al nostro ritorno dal cimitero, dove avevamo appena finito di commemorare il 20° anniversario dell’omicidio di nostro figlio.

Nostro figlio Galen, che aveva 18 anni, e un insegnante sono stati uccisi il 14 dicembre 1992 a Simon’s Rock College nel Massachusetts occidentale, da uno studente squilibrato che brandendo un arma ha perso il controllo di sé. Galen era un ragazzino di talento e il Simon’s Rock sembrava il posto perfetto per lui. Non era mai stato così felice. L’assassino manifestò una reazione molto diversa a contatto con quell’ambiente. Dopo alcuni scontri con i funzionari del college, giurò di “mettere la scuola in ginocchio.” Acquistò un SKS (ndr noto fucile mitragliatore russo) in un negozio di armi in fondo alla strada, in seguito si fece spedire il caricatore supplementare e le munizioni.

Sulla scia dell’omicidio di Galen, scrissi un libro sulla sparatoria, attraverso cui suggerii di considerare il crimine armato come un problema di salute pubblica, più o meno come il fumo o i pesticidi. Trascorsi anni frequentando raduni, firmando petizioni, scrivendo lettere e discorsi, ma alla fine rinunciai. Il controllo delle armi, una questione che pareva così importante dopo i primi accadimenti in materia di sparatorie nelle scuole, inspiegabilmente diventò un problema di secondaria importanza per i politici.

In sostanza, mi sono reso conto che noi in America vogliamo che le cose siano in questo modo. Vogliamo la nostra libertà; vogliamo le nostre armi da fuoco e se dobbiamo sopportare occasionali sparatorie nelle scuole, ebbene così sia. Una terribile vergogna, ma si – non può un ragazzo in Cina fare la stessa cosa con un coltello? Tuttavia, qualunque sia la vostra posizione sul controllo delle armi, non si può non reagire con orrore alla notizia della sparatoria in Connecticut. Il nostro orrore è pervaso dalla conoscenza di ciò che queste famiglie stanno attraversando e quello che dovranno sopportare negli anni a venire.

Più orribile ancora – almeno per me – è il lamento inevitabile, “Come abbiamo potuto lasciare che accadesse?” E’ una domanda terribile perché la risposta è così semplice. Il rendere più facile per le persone acquistare liberamente armi comporta che cose del genere accadano.

I bambini continueranno a pagare per una libertà che fa la gioia dei loro anziani.

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