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Un caffè da Starbucks.

24 novembre 2012

Contemporaneamente alle elezioni presidenziali negli Usa, si sono svolti dei referendum, in cui i cittadini americani erano chiamati ad esprimere un voto sui matrimoni tra omosessuali e sull’uso ricreativo di alcune droghe leggere. Il presidente Obama, appena rieletto, nei mesi scorsi si era detto favorevole alle nozze gay, che, però, devono essere legalizzate nei singoli stati della confederazione. Per Obama non è solo una questione etica, ma anche politica ed economica, infatti egli ha potuto contare sul voto degli omosessuali per essere rieletto Presidente degli Stati Uniti d’America. Anche Michelle Obama, durante la recente campagna elettorale, ha condiviso le opinioni del marito sui diritti civili, nonostante siano entrambi di fede cristiana. Altrettanto aperto alle nozze gay il vice presidente John Biden , così come il ministro dell’istruzione Arne Duncan che, con le sue dichiarazioni, ha scatenato proteste anche molto accese dei conservatori.

In Maryland e Maine i cittadini hanno risposto positivamente e per l’America è una grande svolta, poiché simili proposte negli anni precedenti, erano state bocciate dagli elettori. Anche negli Stati Uniti i pareri non sono univoci, fino ad ora i matrimoni gay erano stati dichiarati legali in soli sei stati (Vermont, Connecticut, Iowa, New Hampshire, Massachusset, New York), altri 30 stati avevano emendamenti costituzionali che le proibivano e 15 stati leggi che li vietavano. Sull’argomento gli Stati Uniti d’America hanno una tendenza che si può definire “regionale”: gli stati del nord-est si dimostrano molto avanzati, riconoscendo tutta una serie di diritti, dal divieto di discriminazione basata sull’orientamento sessuale, alla possibilità di matrimonio tra persone dello stesso sesso. Ma il Midwest ed il Sudest hanno una impronta diversa: escluse alcune aree come l’Illinois e lo Iowa, vi sono zone assai tradizionaliste come il Mississipi e lo Utah, lo stato dei Mormoni, così come l’Alabama e l’Oklaoma. In tutti gli stati, eccetto il Mississipi, è presente una legge che permette l’adozione ad una persona single, ma in molti di essi non è mai stata scritta una normativa contro la discriminazione o i crimini d’odio e questo favorisce l’omofobia, che talvolta è tollerata e non ritenuta un reato. Esiste quindi un solco ideologico che divide l’America, in due parti che procedono a due velocità nel caso dei diritti civili. Secondo una agguerrita giornalista dell’Huffington Post, Sara Gates, in questa occasione il Vaticano stesso avrebbe stanziato una somma che si avvicina ai due milioni di dollari per far vincere i “no” ai referendum negli Usa sui matrimoni gay ed in Maryland, Minnesota e stato di Washington i conservatori hanno promosso dei nuovi referendum per cancellare le leggi esistenti a favore della concessione dei diritti civili. In merito alle nozze gay, una ricerca del Williams Institute ha provato a fare un po’ di conti sul giro d’affari che accompagnerebbe l’approvazione negli stati di Washington, Maryland e Maine. Pare che il ritorno economico sarebbe di circa 166 milioni di dollari, poiché circa 18000 coppie dello stesso sesso, in tre anni, spenderebbero questa bella cifra tra cerimonie, ricevimenti, vestiti e regali, contribuendo alla creazione di nuovi posti di lavoro. Anche alcune grandi aziende hanno detto la loro sull’argomento: Microsoft appoggia i matrimoni gay nello stato di Washington ed altrettanto fa Starbucks con una dichiarazione ufficiale: “ Starbucks da sempre è un’azienda che promuove l’uguaglianza, senza esclusione di nessuno”. Politica, società ed economia possono convergere per obiettivi comuni.

Marina Levo.

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