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Istituto tecnico o liceo?

7 novembre 2012

Sarà la crisi economica, sarà una inversione di tendenza, ma per la prima volta da diversi anni, meno studenti scelgono i licei e sale il gradimento degli istituti tecnici. Quali in particolare? Su 100 domande di iscrizione alla classe prima nell’anno scolastico 2012-2013, il 31% ha scelto un indirizzo Economico, di Amministrazione Finanze e Marketing; il 14% un indirizzo Tecnologico e Informatico; il 10% un indirizzo Economico e Turistico, alla pari con quello Tecnologico ed Elettronico ed a seguire fino all’istituto agrario che ha raccolto il 5% delle preferenze.

Le aziende italiane, nonostante il periodo nero, hanno attualmente necessità di circa 100.000 tecnici specializzati da inserire nei loro organici. Gli iscritti agli istituti tecnici sono un milione e 400.000 studenti, pari al 53,4% del totale in un quadro giovanile non confortante: in questi anni di crisi economica il 23% dei giovani tra i 15 es i 29 anni non lavora e non fa nulla. Sono i cosiddetti NEET ( Not in Education, Employement or Training ), una sorta di “generazione non”, senza presente né futuro. Sono soprattutto donne del Sud, ma disegnano comunque un’area multiforme per profilo sociale e motivazionale: giovani costretti a restare a casa perchè non trovano lavoro o l’hanno perduto e non ne trovano un altro. Ma anche giovani che, finiti gli studi, preferiscono guardarsi intorno e fare esperienze, fermarsi a pensare prima di entrare nel mondo del lavoro.

La scuola secondaria di secondo grado attualmente offre 6 diversi licei e 11 indirizzi di istituto tecnico e numerose opportunità di formazione professionale, garantendo quindi alle famiglie una gamma di possibilità piuttosto ampia. I licei propongono un percorso formativo di carattere astratto e teorico, di ampio respiro, mentre gli istituti tecnici prevedono una ricaduta pratico-applicativa che fornisca un ritorno piuttosto immediato di quanto studiato. Va tenuto presente che entrambi i percorsi formativi prevedono la possibilità di accesso all’Università o ad altre forme di istruzione post diploma. I ragazzi a 14 anni difficilmente possono già individuare il lavoro del futuro, ma iniziano ad esplorare quali siano i loro interessi, le capacità che si possono sviluppare e coltivare, per dare luogo a decisioni pienamente consapevoli e progettuali un domani.

Secondo il rapporto del Censis “Verso la professione tecnica di primo livello nel settore dell’ingegneria”, se nel curriculum di un giovane che cerca lavoro, compare un diploma conseguito in un istituto tecnico, avrà meno difficoltà nel trovarlo. Vediamo le statistiche che lo provano: a 3 anni dal conseguimento del diploma, il 75,5% dei diplomati presso istituti professionali e il 62,7% dei diplomati in istituti tecnici risultano impiegati nel lavoro, mentre i liceali non se la passano benissimo, visto che solo il 26,8% ha trovato una occupazione uscito dalla scuola, anche se, per la maggior parte di loro si aprono le porte di un ateneo universitario.

Marina Levo.

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