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Scherzi di ottobre

20 ottobre 2012

In questi giorni sta percorrendo il suo iter in Parlamento la cosiddetta “Legge di stabilità”, in pratica una legge finanziaria contenente alcune sgradite sorprese per i lavoratori della scuola. Si legge in questo “pacchetto” di misure di risparmio che, a partire dal prossimo anno scolastico, ci sarà un aumento delle ore di servizio settimanale dalle attuali 18, per la scuola secondaria, a 24, senza nessun corrispettivo adeguamento stipendiale. Chi non dovesse accettare l’aumento orario vedrebbe, questa volta adeguatamente e subitaneamente, decurtato lo stipendio, che ricordo è fermo da almeno 4 anni e vedrà sparire anche 10 euro di vacanza contrattuale nel biennio 2013- 2014.

Nelle 6 ore aggiuntive i docenti dovrebbero coprire spezzoni orari vacanti nell’istituzione scolastica e le supplenze temporanee, per tutte le classi di concorso di loro pertinenza. Da sempre c’è chi pensa che gli insegnanti lavorino poco, dimostrando di non avere idea di che cosa sia questo lavoro; nel conteggio contrattuale non compaiono le ore di riunione tra docenti, assemblee collegiali, consigli di classe, scrutini, verbali da scrivere, ore dedicate alla programmazione didattica, alla preparazione delle lezioni, a correggere verifiche, a contattare esperti di varia tipologia, a organizzare gite, incontrare psicologi, logopedisti, ed ovviamente i genitori degli alunni. Se le ore di servizio diventassero 24, un insegnante impegnato per 2 ore settimanali, come quelli di francese, musica, arte, motoria…, avrebbe nientepopò di meno che 12 classi, con una media di 250 alunni, di cui probabilmente faticherebbe a ricordare i nomi: altro che  QUALITA’ DELLA SCUOLA! Inoltre, se entrasse in vigore questa geniale pensata anticrisi, nonché nuova proposta contrattuale, ci sarebbe un taglio del 25% degli organici, con buona e definitiva pace dei precari, che rimarrebbero una volta per sempre a casa, togliendosi da quella scomoda posizione. In fondo quello a cui il governo anela è esclusivamente operare un taglio dell’organico: ogni altra prospettiva che riguardi la qualità della scuola, lo sviluppo delle competenze, gli investimenti nella formazione delle nuove generazioni, pare  oggi vano se non risibile. Ai ragazzi possiamo solo dire che le ultime generazioni non hanno saputo garantire loro neanche una scuola adeguata, almeno di standard equivalente a quella degli ultimi trentanni, figuriamoci poi le prospettive di lavoro! Rischiano di trovarsi in un mondo lavorativo in cui ci si sveglia un mattino e puoi scegliere se lavorare un quarto di ore in più al mese allo stesso stipendio o rinunciare ad una bella fetta dello stesso. Sono pienamente consapevole del periodo buio dell’economia mondiale e credo che tutti dobbiamo operare sforzi notevoli per uscire dal pantano in cui ci troviamo, ma non si possono buttare via 50 anni di lotte sindacali, non sono accettabili passivamente delle decisioni unilaterali che umiliano una intera classe di lavoratori. E dopo ai professori, a chi toccherà? Chi dovrà lavorare ore in più gratis? Non illudiamoci che questo non sia l’inizio della fine. La categoria naturalmente è in fermento, poiché questa rivoluzione è intesa senza un euro di investimento. Se il progetto andrà in porto, gli insegnanti che accetteranno di lavorare 6 ore in più la settimana potranno conservare il loro magro stipendio, gli altri lo vedranno decurtato presumo del 25%. La scuola rappresenta un esercito di 700mila persone, che hanno di fronte 7-8 milioni di alunni e le loro famiglie, ovvero una marea di votanti di oggi e domani, i cui malumori presumo non piacciano a nessuno, tanto meno a meno di 6 mesi dalle elezioni politiche, quando ciascuno sfogherà la propria insoddisfazione nella maniera che riterrà più idonea.

Prof. Marina Levo.

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2 commenti leave one →
  1. abo permalink
    22 ottobre 2012 22:25

    Bellissimo articolo. Grazie. Giorgio

  2. abo permalink
    22 ottobre 2012 22:28

    E’ vero che è tornato sui suoi passi, così pare, il Ministro, ma la dice lunga sulla follia di certe idee. G

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