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Tre domande a Giorgio Abonante: i primi quattro mesi del governo della città.

27 settembre 2012

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Giorgio Abonante, Capogruppo del Partito Democratico Consiglio Comunale di Alessandria

D. Bene, ora siete al governo della città di Alessandria. Quali sono state le prime “emergenze” che avete dovuto affrontare?

Con la massima coerenza rispetto a quanto dichiarato in campagna elettorale non abbiamo subito passivamente il degrado dell’ereditato quadro economico, finanziario e amministrativo. Abbiamo fotografato la realtà delle cose e votato in Consiglio comunale la dichiarazione di dissesto.

Benché, questa fosse un passaggio per certi versi obbligato, averlo fatto senza indugi ha avuto il significato di ridare alla città quella dignità che sembrava nascosta. Per rispondere: l’emergenza era – è ancora, e sarà per molto tempo – la necessità di rimettere in linea di galleggiamento i conti del “sistema Comune” e far emergere la voglia degli alessandrini di affrontare la situazione, con quel senso di responsabilità collettivo, senza il quale la città avrebbe accettato la resa.

D. E’ ormai di dominio pubblico il pesante deficit di bilancio delle partecipate, in particolare AMIU e ATM. Che cosa si devono aspettare i cittadini in futuro? Un aumento delle tariffe, un loro ridimensionamento che causerà una conseguente riduzione dei servizi?

Innanzitutto occorre chiarire che aziende come ATM e AMIU se avessero avuto un socio affidabile nei pagamenti, oggi non sarebbero così mal messe. Il problema di queste aziende è che sono state trattate come valvola di sfogo dei problemi del Comune. In più, sono stati commessi tanti errori che oggi noi abbiamo deciso di rendere pubblici evitando il gioco pericoloso, anzi mortale, della fantasia gestionale. In generale, la legge sul dissesto parla chiaro.  Infatti, all’inizio di agosto abbiamo fatto il nostro dovere in Consiglio comunale rivedendo al rialzo quasi tutte le tasse e le tariffe. Le fattispecie sono molto diverse: su raccolta e smaltimento rifiuti il costo del servizio era coperto già quasi al 90%, quindi l’aumento sarà abbastanza sopportabile. Diversamente, i dolori arrivano sia dall’aliquota IMU portata al massimo sia dai servizi a domanda individuale, che devono godere di una copertura dei costi molto alta. La loro riduzione sarà minima e non inciderà in modo sostanziale sulla quotidianità degli alessandrini, ma il mantenimento degli standard qualitativi e quantitativi è un obiettivo non facile da raggiungere e rispetto al quale siamo tutti mobilitati. Su questo argomento, cioè la fattibilità di certi obiettivi, l’interlocuzione con i commissari inviati dal Governo è di importanza fondamentale.

D. Pensate solo di sanare lo sfregio che la precedente giunta Fabbio ha inferto alla città o state provvedendo anche a rifarle la plastica? Fuor di metafora, avete un progetto per il rilancio di Alessandria o pensate di concludere il vostro mandato solo riportando i conti in pareggio?

La nostra idea non è certo quella di passare alla storia come gelidi strozzini. Abbiamo un problema enorme al di là dei debiti accumulati e qui mi riferisco al livello della spesa corrente che si attesta ormai costantemente a più di venti milioni di euro sopra le entrate. Significa che senza riorganizzazione della macchina comunale nel suo complesso non ci sarà futuro. Al di là della generosità o meno del Governo, stante questa situazione, i cittadini saranno costretti a spendere eccessivamente per consentire all’Ente di funzionare. Ciò è inaccettabile. Noi proviamo a intervenire sulle emergenze ma anche a dettare una prospettiva al centro della quale devono tornare ad avere uno spazio privilegiato le esigenze e i bisogni non solo dei cittadini, bensì pure dei fornitori di beni e servizi, imprese, società, cooperative, professionisti. Queste categorie economiche non sono soggetti terzi rispetto al sistema che governiamo, seppur in passato costoro sono stati ignorati o visti come eternamente al servizio dell’istituzione come se tutto fosse dovuto. L’uscita dalla crisi ha bisogno certamente di necessarie contromisure per dare una mano alle famiglie che sopporteranno il maggior carico fiscale generato e sfociato nel dissesto. Per esempio, per le tariffe d’iscrizione ai nidi d’infanzia, l’Assessorato competente sta lavorando ad un progetto di riconoscimento di contributi alle famiglie più in difficoltà. Poi, abbiamo bisogno di una grande partecipazione di tutte le forze politiche serie e responsabili e soprattutto la presenza dei livelli istituzionali del territorio per continuare quel dialogo con il Governo che il Sindaco Rossa, benché in questo continuo travaglio, ha già iniziato.

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