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Lavoce.info – ARTICOLI – UNA MANOVRA FINANZIARIA CON SALDO NEGATIVO NELLA PA

11 luglio 2012

 

La spending review è un processo ricorsivo. Soprattutto nell’abbinamento con tecniche di zero based budgeting implica una reiterazione negli anni. L’avvio del processo, soprattuto in Italia, con fortissime resistenze, non può che scontare qualche limite di immaturità. Per questo sono certamente comprensibili le osservazione rivolte da Tito Boeri su lavoce.info. Sicuramente potranno costituire oggetto di integrazione nei prossimi cicli annuali delle spending review, o, ancor meglio, potranno magari costituire base di miglioramento del decreto se i partiti saranno capaci di agire in questo senso in parlamento.

Più che una spending review il provvedimento varato dal Governo la scorsa settimana è una manovra finanziaria. Con alcune sorprese: non ci sarà alcun risparmio nei prossimi tre anni associato ai tagli nella Pubblica Amministrazione perché i risparmi negli stipendi verranno compensati dagli aumenti della spesa previdenziale. Non si poteva allora fare una vera riforma (e spending review) del pubblico impiego?

Sulla base della relazione tecnica della Ragioneria, è possibile approfondire la valutazione delle “disposizioni urgenti per la riduzione della spesa pubblica a servizi invariati” (come recita il titolo ufficiale del decreto legge sulla spending review).

LE SORPRESE NEI CONTI DELLA RAGIONERIA

Come si vede dalla tabella qui sotto, il saldo netto a regime è praticamente zero (27 milioni). Le misure infatti servono integralmente a finanziare la rinuncia ad aumentare le aliquote Iva dal settembre prossimo per un anno e a coprire le spese per la ricostruzione nelle aree terremotate e per gli esodati. Ma ci sono anche altre voci di spesa nel 2013: le immancabili misure per l’autotrasporto, le missioni di pace (1 miliardo nel 2013), il 5 per mille, un indecifrabile fondo esigenze indifferibili (700 milioni). Insomma, si tratta di una vera e propria manovra finanziaria lorda, che movimenta fino a 23 miliardi.

La principale sorpresa rivelata dalla tabella è che non ci sarà alcun risparmio nei prossimi tre anni associato ai tagli alla pianta organica della Pubblica Amministrazione (meno 20 per cento per i dirigenti e meno 10 per cento per il personale non dirigenziale). Al contrario, ci sarà un piccolo incremento (attorno ai 100 milioni) dei costi. Come avevano anticipato qualche giorno fa, i risparmi sugli stipendi pubblici verranno più che compensati dagli oneri aggiuntivi per la spesa pensionistica (e poi ci sarà, una tantum, l’erogazione della liquidazione). Inoltre i tagli lineari alle piante organiche previsti dal provvedimento avranno effetti relativamente modesti sugli effettivi, che sono spesso molto inferiori agli organici soprattutto nelle amministrazioni con un più alto tasso di turnover (quindi maggiormente colpite dal blocco delle assunzioni).

via Lavoce.info – ARTICOLI – UNA MANOVRA FINANZIARIA CON SALDO NEGATIVO NELLA PA.

 

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