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Un carico impositivo insostenibile

10 luglio 2012

Sono giorni di forti discussioni. Anche con amici fraterni. Siccome però si discute del futuro del Paese, dei nostri ragazzi e dei nostri bambini, credo in fondo che discutere, con onestà intellettuale, sia un dovere.

Ora, devo riconoscere che in questo ginepraio ci siamo cacciati da soli, sostenendo per decenni una classe dirigente inetta, avida e priva di una visione di lungo termine. Ma qui stiamo, ed allora, tra le altre, devo ricordare ad alcuni amici con cui mi confronto una drammatica verità: l’Italia registra, tra gli altri, il primato europeo del più imponente peso delle tasse in Europa. Si tratta di una realtà acclarata da tutte le analisi disponibili, dall’OCSE alla UE. Il più noto rapporto in materia “paying taxes” di PWC ci colloca al 170° peggior posto su 189 economie analizzate nel total tax rate (il carico fiscale, previdenziale ed amministrativo per un’impresa medio piccola) ad un valore totale del 68.5%.  Alcuni termini di paragone: Francia 65.7, Germania 46.7, Spagna 38.7, Regno Unito 37.3.

Di seguito la tabella che riporta in ordine alfabetico i dati di PWC, raggiungibile anche al link che trovate sopra.

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5 commenti leave one →
  1. carlo zoccola permalink
    10 luglio 2012 15:28

    scusa l’ovvietà Fabio,a fianco a tale classifica a mio avviso andrebbe posta quella sull’evasione fiscale,che ci vede anche li tra i primi posti;se non calcoli l’economia sommersa si rischia di perdere il conto reale della situazione Paese.E’ uno dei motivi per cui non siamo ancora falliti,credo,oltre ad essere uno dei fattori che ci ha condotti a tale situazione

    • 10 luglio 2012 15:43

      Sinceramente penso che l’accostamento sia assolutamente dannoso. Tende a eludere il problema e a considerare l’evasione una sorta di escamotage per sopravvivere ad un carico impositivo abnorme. Inoltre accredita il luogo comune che gli autonomi sono tutti evasori e quindi il problema del salasso non esiste. Invece non è affatto così. Nell’economia emersa, e in molti ambiti settoriali, questo è il carico che piccolo-medi imprenditori ed artigiani si trovano effettivamente a fronteggiare. Gli onesti, e per esperienza professionale ne conosco molti, lo subiscono, con conseguenze facilmente immaginabili. Cosicché per effetto di un ragionare malato all’italiana continuiamo a torchiere fino ad annichilirle persone oneste e coraggiose e consideriamo “furbi” coloro che competono slealmente.

  2. carlo zoccola permalink
    10 luglio 2012 16:12

    il carico impositivo è abnorme 1.perchè abbiamo spesa pubblica ipertrofica 2.le tasse non le pagano tutti(e con qsto non punto solo il dito su una categoria,l’universo dell’evasione è ben più variegato).Per Tagliare sprechi e diminuire il carico fiscale,occorrono parecchi anni,combattere il sommerso in uno stagno recessivo è un lavoro titanico;se domani vengo ritenuto un esubero dall’azienda per cui lavoro,molto probabilmente finiti i vari paracaduti,la scelta è;metto su un attività qualsiasi per guadagnare 500 euri mese/prendo un fiorino e vado a imbiancare case in nero?appena posso in mp,e ci stavo pensando ora,ti mando la storia sintetica di un paio di amici che ai tempi frequentarono una scuola sgangherata e poi ti arrivo all’oggi,secondo percorso lavorativo.A mio avviso è un quadro esemplificativo di come versano le condizioni del Paese

    • 10 luglio 2012 17:20

      Quella della pressione impositiva eccessiva è una delle tante facce della deriva che ha subito il Paese. Credo che si debba prima di tutto leggere il dato in relazione agli onesti e a coloro che non possono evadere. Sono molti, spesso operano in settori centrali per il futuro del Paese. Per costoro, tenendo anche conto degli effetti paradossali dell’IRAP semplicemente l’Italia non è un paese ospitale. Questa condizione DEVE essere cambiata, non solo per equità nei confronti di costoro, ma anche per garantire sviluppo. Inoltre, tecnicamente, con un’imposizione e questi livelli, disincentiviamo la compliance impositiva.
      Altro problema endemico del Paese è l’evasione che deve essere senz’altro combattuta in maniera più efficace e senza sparare con il cannone ai passerotti. Soprattutto destinando il recupero di evasione alla riduzione del carico sui contribuenti “compliant”. Anche qui depongono in questo senso ragioni di giustizia e la necessità di creare un clima di più diffusa adesione alla lotta all’evasione.
      Infine, certamente sono dalla parte degli amici che pur di sopravvivere intraprendono un’attività “marginale”. Ma a questo punto si aprirebbe il tema degli oneri di sistema anche su tali attività e dell’universalità degli ammortizzatori sociali ….

  3. carlo zoccola permalink
    10 luglio 2012 21:34

    Condivido in toto qllo che scrivi Fabio;tagliare spesa pubblica inefficiente e ridurre carico fiscale tramite lotta all’evasione organica,può iniziare ad essere un innesco,credo tuttavia che sulla lotta all’evasione non si giungerà mai ad attrezzarsi in modo definitivo,tipo eliminazione contate e sostituzione con pagamento elettronico.In un Paese dove le mafie oggi costituiscono la prima banca non dichiarata e taglieggiano l’economia,generando sottocupazione,sfruttamento,evasione fiscale(la notizia del tg3 di come le mafie si siano infiltrate nell’agroalimentare è sconcertante);altro discorso sul lavoro nero,se esiste è perchè conviene,bisogna non renderlo conveniente

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