Skip to content

International classification of functioning, disability and health.

27 giugno 2012

L’ICF- Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute rappresenta il nuovo strumento, elaborato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, per descrivere e misurare la salute e la disabilità della popolazione. La funzione generica consiste nel fornire un linguaggio standard che rappresenti un modello universalmente riconosciuto e comprensibile che consenta di descrivere o classificare tutto ciò che può verificarsi in associazione ad una particolare condizione di salute.

Applicabile ad ogni persona che versi in particolari condizioni, tali da richiedere una valutazione personale o sociale, rappresenta una nuova concezione nel campo della disabilità, che, per la prima volta, tiene conto dei fattori contestuali ed ambientali in cui il soggetto vive. La classificazione ICF è stata adottata in vari settori socio sanitari e viene utilizzata come strumento educativo, clinico, politico, nonché fattore di ricerca e statistica, cosicchè ne fanno uso molti professionisti nell’area assicurativa, dell’economia, dell’istruzione, del lavoro, della sicurezza e legislativa. Abbraccia diversi settori e presenta le seguenti finalità:

-fornire una base scientifica per la comprensione e lo studio della salute;

-stabilire un linguaggio comune per la descrizione della salute allo scopo di migliorare la comunicazione tra gli operatori sanitari, i ricercatori, gli esponenti politici e la popolazione, incluse le persone con disabilità;

-rendere possibile il confronto tra i dati raccolti in paesi diversi, con differenti discipline sanitarie e servizi.

Fino ad ora si è utilizzata la classificazione internazionale ICIDH/80 dellOms che stabilisce una tripartizione tra menomazione (Impairment), disabilità (Disability) e handicap (H). Secondo questa interpretazione: una MENOMAZIONE è una qualsiasi perdita o anormalità di una struttura o di una funzione, sul piano anatomico, fisiologico e psicologico. La DISABILITA’ è una limitazione o perdita (conseguente a menomazione) della capacità di effettuare un’attività nel modo o nei limiti considerati normali. L’HANDICAP è una situazione di svantaggio sociale che impedisce lo svolgimento di attività basilari, in funzione di età, sesso, fattori culturali e sociali. Con l’istituzione dell’ICF vi è stato un sostanziale cambiamento nell’approccio rovesciando i termini di riferimento, parlando in positivo di funzioni, di strutture, attività e partecipazione anziché di impedimenti, disabilità, handicap. Il processo disabilitante è visto come una interzione/relazione complessa fra la condizione di salute ed i fattori contestuali, ambientali e personali, con un’interazione dinamica fra questi fattori che possono modificarsi reciprocamente. Questo in un’ottica di globalità della persona e non della malattia puntando sullo sviluppo delle sue abilità e su un contesto favorevole. L’approccio non è più orientato all’erogazione di prestazioni, ma al raggiungimento della massima autonomia possibile. Occorre un grande sforzo sociale per far cadere le barriere culturali che impediscono una piena integrazione del diversamente abile nella scuola e nella società, certo non saranno le parole a compiere questo processo, ma possono aiutare. Negli ultimi anni c’è stato un fortissimo mutamento sociale e culturale nel percepire la disabilità. Un cambiamento interno del modo con cui i disabili percepiscono e vivono la propria caondizione, le relazioni sociali, la possibilità di realizzarsi e costruirsi un futuro. All’esterno sradicando paura e pregiudizi, creando una società più aperta ed accostare concetti come disabilità e sport, disabilità e tempo libero, disabilità e turismo…. Esiste, di contro, una società che, dal punto di vista pratico, è preclusa ai disabili, in cui solo il 16% dei portatori di handicap in età lavorativa, è occupato e in cui la partecipazione alla vita sociale è minima e non soddisfacente. L’apertura all’handicap di molti settori della società è innegabile e passa attraverso leggi, battaglie per i diritti, mass-media, sviluppo culturale e sociale. In questi ultimi decenni avviene il passaggio fondamentale all’idea di diritto, sancito dall’art. 38 della Costituzione, secondo cui “ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere, ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale”. Alla fine di questa nuova fase si compie un altro passo importante sulla strada dell’integrazione: la legge 180, approvata nel maggio 1978 (la cosiddetta legge Basaglia) regola l’istituto del ricovero coatto in psichiatria, chiudendo di fatto i cosiddetti manicomi e colpendo duramente quelli che G. De Luca definisce, molto efficacemente, “gli apparati dell’esclusione”.

Marina Levo

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: