Skip to content

Buone vacanze, ragazzi!

14 giugno 2012

Siamo al termine di un altro anno scolastico, i più fortunati stanno già dormendo sonni tranquilli, altri sono un po’ in ansia perché li attende un esame di scuola media, di idoneità o di maturità: per loro si prospettano settimane intense. Il mio pensiero però va a chi non ha concluso con successo un anno scolastico, a chi prova le prime sconfitte della vita, che fanno più male perché si è ragazzini e la scuola rappresenta una cartina di tornasole della propria autostima e capacità di farsi valere nella vita. A volte l’insuccesso è un momento di passaggio e può fornire spunti di riflessione e maturazione, ma talvolta è l’inizio di un percorso a scendere, che può portare il ragazzo e la sua famiglia a “gettare la spugna

e a rinunciare ad un percorso di studi regolare. Nasce così la dispersione scolastica che ci fa “perdere” un preoccupante numero di giovani che non studiano e non lavorano, che hanno difficoltà ad inserirsi nel tessuto sociale poiché non hanno raggiunto quel famoso pezzo di carta che oggi sembra accessibile a tutti. Ecco un tentativo di analisi del problema.

La dispersione scolastica si riferisce all’insieme di comportamenti derivati dall’ingiustificata assenza dei minorenni dalla scuola dell’obbligo. In ambito scolastico non si identifica semplicemente con l’abbandono, ma riunisce un insieme di cause ( irregolarità nelle frequenze, ritardi, ripetenze ) che possono sfociare nell’uscita anticipata dei ragazzi dal sistema scolastico. Nel 2005 in Europa la percentuale dei ragazzi “dispersi” era pari a circa al 14,9%, mentre in Italia gli school leavers rappresentavano il 21,9%, nonostante la scuola italiana si fosse posta l’obiettivo di raggiungere il 10% entro il 2010. Il nostro paese continua ad avere un divario piuttosto rilevante rispetto agli altri stati europei. Uno dei fattori principali che influiscono sul rischio di uscita dal sistema formativo è la mancanza di regolarità negli studi, dovuta agli insuccessi scolastici. Le maggiori difficoltà emergono all’inizio dei due cicli di istruzione secondaria, quando il ragazzo si trova ad affrontare un nuovo ambiente e nuove discipline: il 2,9% degli studenti del primo grado ed il 18,1% del secondo grado, devono ripetere il primo anno, quota che va a decrescere negli anni successivi del corso di studi. Le ragazze mostrano maggiore attitudine allo studio, con risultati migliori rispetto ai coetanei maschi. Il fenomeno sta diventando un vero allarme per la scuola italiana, i numeri sono in crescita ed il ministro Francesco Profumo sta pensando a come mettere in atto azioni di recupero. La lotta alla dispersione scolastica è una delle dieci priorità del governo Monti per la scuola. Lo ha assicurato il ministro, attraverso il “recupero delle aree scolastiche più compromesse, attraverso interventi specifici di rafforzamento delle conoscenze e competenze irrinunciabili, ai fini della riduzione dell’insuccesso formativo, della dispersione e dell’abbandono scolastico”. Per evitare fughe premature dalle scuole di ogni ordine e grado, che consegnano al mondo del lavoro giovani con scarsa capacità di imporsi per i bassi livelli di istruzione, si può pensare ad interventi specifici, come l’apertura delle scuole durante tutto l’arco della giornata ed al supporto di personale qualificato ed esperto. Ogni anno sono circa 400.000 gli studenti della scuola secondaria che vanno incontro ad una bocciatura, abbandonano i banchi di scuola facendo perdere le proprie tracce, quindi direi che le preoccupazioni del ministro Profumo siano assolutamente fondate. Le cause dell’abbandono sono materia di indagine sociologica e psicologica, è necessaria una visione integrata dei vari fattori che si correlano ed interagiscono attorno all’insuccesso scolastico. Le variabili sono: condizioni socio-culturali della famiglia, irregolarità della carriera scolastica,( causata a volte da una mancata diagnosi di disturbo specifico dell’apprendimento), dinamiche soggettive dello studente, quali emarginazione, demotivazione, bassa autostima, oltre a difficoltà di relazione all’interno del gruppo, non dimenticando la crisi adolescenziale.

Risolvere questo problema non è semplice e richiede un’approfondita riflessione di tutte le componenti educative e formative. In particolare il sistema scolastico dovrebbe intervenire su due aspetti: la formazione e l’aggiornamento degli insegnanti che spesso rimangono legati a vecchie teorie educative, mentre sarebbe opportuno che agissero in una rete educativa con tutto il corpo docente e l’istituzione scolastica. In secondo luogo l’educazione dei ragazzi va costruita in un sistema che tenga conto dei loro contesti di vita. La scuola che tutti auspichiamo dovrebbe essere promotrice di una cultura pluralistica, aperta alla diversità e che dia gli strumenti critici per risolvere i problemi, che insegni a rispettare le regole della democrazia e della partecipazione civile. Mi sembra importante evidenziare che la soluzione del fenomeno della dispersione non può trovare posto solo nella scuola, ma è necessario un coinvolgimento politico e culturale del territorio. I cambiamenti che sarebbero necessari per arginarla dovrebbero riguardare tutto il contesto socio-educativo in cui sono inseriti i ragazzi a rischio, con interventi che coinvolgano non solo la scuola, ma anche famiglia e territorio. Le istituzioni dovrebbero fornire ai giovani un sistema formativo integrato, in cui ci sia la possibilità di evitare quegli spezzoni formativi che creano discontinuità nel regolare percorso scolastico. Solo attraverso un lavoro di questo tipo potremo evitare di perdere dei ragazzi e di poterli inserire positivamente nel tessuto sociale.

Marina Levo

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: