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Le Certificazioni Linguistiche Internazionali nel quadro delle competenze specifiche individuali della scuola dell’obbligo.

1 aprile 2012

Se il mondo si sta “globalizzando” velocemente l’Italia stenta a farlo. Le ragioni sono molteplici e non solo da attribuire ai ritardi economici. Condizione fondamentale per accedere ai mercati internazionali è una buona proprietà di linguaggio in materia di lingue straniere, in particolare l’inglese. Un giovane imprenditore desideroso di promuovere le sue novità, un project manager europeo, che si misura con le esperienze dei suoi pari, deve prima di tutto capire le ragioni del suo interlocutore. Qualora entrambi non siano in grado di farlo i costi aumentano, senza contare gli imbarazzi e i “misunderstandings”.

Marina Levo vive ed insegna in quel comprensorio pre-appenninico al confine tra Piemonte e Liguria. Marina è consigliere comunale e membro della Direzione provinciale del Partito Democratico della Provincia di Alessandria.

La scuola italiana ha un delicato compito all’interno del tessuto sociale e familiare del nostro tempo, con una triplice valenza: la formazione degli individui come persone e cittadini, il supporto all’attività educativa delle famiglie e l’acquisizione di competenze adeguate alle richieste del mondo del lavoro, in un’ottica di apertura ai mercati europei e mondiali che richiedono personale qualificato ad alto livello. Dal punto di vista formativo non può perdere di vista l’obiettivo di sviluppare il senso critico dei ragazzi e formare una coscienza sociale e civile, improntata a valori costituzionali fondanti quali la tolleranza, l’uguaglianza, la democrazia, la pace. A questi  fondamentali obiettivi si accosta la necessità di fornire alle nuove generazioni competenze che in passato non erano valutate indispensabili. Lo studio delle lingue straniere oggi appare imprescindibile per i nostri ragazzi, che potranno fare esperienze di vita e lavoro all’estero e per questo necessitano non solo di competenze specifiche, ma anche di certificazioni riconosciute a livello internazionale, che ne aumentino la competitività in ogni settore. Conseguire una certificazione in una lingua comunitaria è certamente il modo più sistematico per misurare e dimostrare il proprio livello di conoscenza della lingua straniera e significa anche ottenere la possibilità di percorrere una corsia preferenziale per l’inserimento futuro nel mondo del lavoro. Si sente parlare di certificazioni della lingua inglese, della loro importanza e del loro valore. Sono ormai tanti i nomi e le sigle che sono diventati di uso comune, ma la scuola dell’obbligo cerca di indirizzare i propri alunni, attraverso progetti qualificati e qualificanti, alle certificazioni maggiormente valide per il loro futuro. Il Ministero della Pubblica Istruzione riconosce valore alle Certificazioni Internazionali dal gennaio 2002, quando ha firmato un protocollo di intesa (Progetto lingue 2000) con vari enti britannici.

Sicuramente le più richieste in ambito scolastico sono quelle del Trinity College e della University of Cambridge. Esse servono all’acquisizione di crediti formativi in conformità con la normativa vigente e secondo la piena autonomia decisionale delle scuole. Inoltre le certificazioni possono essere inserite nel Portfolio delle competenze linguistiche individuali, così come definito nel Quadro di riferimento europeo del Consiglio d’Europa.

Ma che cosa è il Portfolio Linguistico Europeo? E’ un documento che attesta e valorizza in modo trasparente e valido a livello internazionale, le esperienze linguistiche del ragazzo e la competenza raggiunta. Consiste in tre parti: un passaporto che documenti sia le qualifiche formali conseguite che l’autovalutazione, una biografia linguistica che certifichi il livello acquisito nella conoscenza della lingua e le esperienze di studio, un dossier che illustri il lavoro svolto.

Per la lingua inglese è possibile accedere alle certificazioni quali il KET (Key English Test), ovvero un primo livello riconosciuto dall’Università di Cambridge, relativamente all’ESOL (English for Speakers of Other Languages). L’ALTE (Association of Language Testers in Europe), di cui fa parte anche l’UCLES, ha implementato linee comuni per l’accertamento delle competenze linguistiche in Europa ed ha stabilito 5 livelli di competenza linguistica corrispondenti ai livelli A2 e C2 del Quadro Comune Europeo di riferimento. Per ottenere tale certificazione i ragazzi vengono preparati da insegnanti curricolari e madrelingua ed affrontano un esame che verifica l’abilità ad affrontare la lingua inglese scritta e parlata a livello base. L’esame KET prevede tre prove: READING AND WRITING, LISTENING e SPEAKING. Le prove scritte vengono inviate a Cambridge per la valutazione, mentre lo Speaking Test è somministrato direttamente da due somministratori in loco, tutti accreditati dalla medesima Università. Superati gli esami, i candidati ricevono un attestato che indica il punteggio conseguito nelle varie prove. Il Reading and Writing Test, valuta la capacità di leggere e comprendere testi elementari, tratti da opuscoli, giornali e riviste. I ragazzi devono dimostrare di comprendere i messaggi principali e saper adottare le strategie opportune per comprendere il significato delle parole e le loro varie declinazioni nel linguaggio parlato. Inoltre, essi vengono valutati per la loro abilità di completare le frasi, trascrivere informazioni, scrivere messaggi, per mostrare conoscenza di struttura, vocabolario e punteggiatura. Il Listening Test verifica la capacità di comprendere materiale registrato, come annunci e monologhi recitati a velocità moderata. Lo Speaking Test accerta la capacità di partecipare ad una conversazione con un esaminatore ed un altro candidato; i ragazzi devono saper rispondere alle domande e porne a loro volta, parlando di sé. Il secondo livello riconosciuto dall’Università di Cambridge è il PET e per conseguire tale certificazione il percorso è simile a quello descritto con un maggior approfondimento. La scuola secondaria di primo grado dà la possibilità di conseguire le certificazioni nelle singole lingue comunitarie, non solo nell’inglese: per la lingua francese esiste la possibilità di acquisire il DELF (Diplome d’Etudes en Langue Française), riconosciuto a livello internazionale dalle pubbliche amministrazioni e dai datori di lavoro, che può dare una marcia in più a chi vuole coltivare la lingua francese. Il diploma DELF viene rilasciato dal Ministère de l’èducation national ed ha validità definitiva senza limiti temporali. Requisito essenziale e generale è di non essere di nazionalità francese. Nella scuola italiana è possibile accedere al DELF SCOLAIRE: obiettivi di tale certificazione sono lo sviluppo delle abilità linguistiche (comprensione orale e scritta) che consentano al ragazzo una buona competenza comunicativa, tale da consentire una comprensione di dialoghi e testi ascoltati, la comprensione di testi non conosciuti senza presentazione,l’esprimersi scrivendo e parlando, interagendo su argomenti di vita quotidiana. Ogni singola istituzione scolastica inserisce, ogni anno scolastico, i progetti relativi all’acquisizione di queste certificazioni nel proprio POF (Piano dell’Offerta Formativa) generalmente garantendo una preparazione attraverso  insegnanti curricolari, con un minimo contributo economico fornito dalle famiglie per gli esperti madrelingua.

 Marina Levo

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