Skip to content

I disturbi specifici di apprendimento: diagnosi e strumenti compensativi.

20 marzo 2012

Sarebbe troppo sbrigativo accompagnare l’introduzione di questo articolo con la solita formula “non solo politica”. Forse, a parer nostro, la dicitura più calzante potrebbe essere “soprattutto politica”. Così come la celebrata storia si legge anche attraverso l’ordinario vissuto quotidiano delle singole comunità, allo stesso modo la politica – almeno quella che noi D&R intendiamo come tale – trae il suo fondamento anche in ciò che apparentemente non pare essere così determinante, ma concorre ugualmente a far sì che lo diventi nel momento in cui essa, ossia la politica, pronuncia la sua decisione. E’ forse illogico augurarsi una politica che tenga conto anche di coloro che vivono situazioni di disagio? E’ forse così irragionevole collegare una politica del “sostegno” con tematiche afferenti alla crescita economica o all’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro?

Marina Levo vive ed insegna in quel comprensorio pre-appenninico al confine tra Piemonte e Liguria. Marina è consigliere comunale e membro della Direzione provinciale del Partito Democratico della Provincia di Alessandria.

Con la sigla DSA si intendono i disturbi specifici di apprendimento annoverati dalla legge 8/10 del 2010 n. 170, fanno parte della famiglia dei disturbi evolutivi specifici. Si tratta di disturbi nell’apprendimento di alcune abilità che non permettono una completa autosufficienza in ambito scolastico poiché le difficoltà si sviluppano su attività come la lettura, la scrittura e il fare di conto. Chi lavora, come me, da molti anni nella scuola, ha visto crescere in maniera esponenziale negli ultimi tempi i casi di bambini e ragazzi che manifestano almeno una di queste problematiche. Uno dei disturbi più frequenti è la dislessia, con questo termine ci si riferisce a disturbi nella lettura ma anche delle attività scolastiche, quali disortografia e discalculia. La dislessia è una difficoltà che riguarda la capacità di leggere e scrivere in maniera fluente. Purtroppo in Italia la dislessia è ancora poco conosciuta, benché riguardi il 3\4 per cento della popolazione scolastica nella scuola dell’obbligo; non è causata da un deficit di intelligenza né da problemi ambientali, psicologici o carenze sensoriali o neurologiche. Il ragazzo dislessico può leggere e scrivere, ma può farlo solo impegnando al massimo le proprie capacità ed energie e, poiché non può farlo in maniera automatica, si stanca rapidamente, commette errori, rimane indietro, non impara. Tuttavia questi ragazzi sono intelligenti e di solito vivaci e creativi.  La dislessia si manifesta con una lettura scorretta e lenta e può essere accompagnata da una difficoltà di comprensione e decodifica del testo scritto. Il ragazzo spesso compie, nella lettura e nella scrittura, errori caratteristici come l’inversione di lettere e numeri e la sostituzione di lettere. A volte non riesce a memorizzare le tabelline ed altre informazioni in sequenza, può fare confusione per quanto riguarda i rapporti spazio temporali e ha difficoltà nell’attenzione e concentrazione. Spesso finisce per avere problemi psicologici quali demotivazione, scarsa autostima, appare disorganizzato nelle sue attività sia a casa che a scuola. Quando noi insegnanti ci troviamo di fronte ad un ragazzo dislessico, è importante consigliare un intervento specialistico, una valutazione diagnostica da parte di esperti, mediante specifici test. Ottenuta la diagnosi, si possono mettere in atto aiuti specifici, tecniche di riabilitazione e di compensazione, nonché alcuni semplici provvedimenti nella modifica della didattica, come la concessione di tempi più lunghi per lo svolgimento dei compiti, l’uso della calcolatrice e del computer. Ogni insegnante è impegnato in una “presa in carico” del ragazzo dislessico, un processo integrato e continuativo con cui si garantisce una coordinazione di interventi che favoriscano la riduzione del disturbo, l’inserimento scolastico, sociale, lavorativo. Dopo la diagnosi, siamo chiamati ad intervenire con programmi riabilitativi e\o trattamenti logopedici.

Già dallo scorso anno scolastico nell’Istituto Comprensivo di Spigno Monferrato abbiamo acquistato dei software specifici che permettono al ragazzo di affrontare più serenamente le richieste scolastiche e di riabilitare, divertendosi, le competenze deficitarie. Sul mercato si possono trovare svariati programmi atti ad automatizzare il processo di lettura per quanto riguarda le abilità strumentali, oppure programmi che permettano di migliorare gli aspetti metacognitivi, per una migliore comprensione del testo scritto. Esistono software che funzionano da strumenti compensativi: l’editor di testi, la sintesi vocale, il traduttore automatico, i libri digitali. Il lavoro con alunni DSA (certificati e non certificati) è una delle sfide impegnative che gli insegnanti affrontano ogni giorno.

Sono convinta che l’istituzione scolastica svolga, ed abbia sempre svolto, nel nostro paese un lavoro fondamentale e di qualità nella formazione delle nuove generazioni. Tuttavia ritengo che non sempre abbia comunicato all’esterno gli sforzi di un mondo enormemente depauperato anche dalla recente riforma Gelmini, che si ritrova con difficoltà economiche e gestionali importanti, ma che non smette di ricercare strategie nuove ed innovative per essere competitiva nell’attuale società multietnica, complessa e problematica. In ambito politico si corre il rischio di parlare di scuola solo quando si affronta il problema della valutazione della stessa, allora ci si ricorda che esiste e non mancano dibattiti e polemiche. Nessuno, all’interno della scuola, si sottrae ad una valutazione, purché tenga conto in maniera equilibrata delle risorse investite, delle realtà territoriali e socio economiche culturali, nonché della strumentazione tecnologica e dei progetti innovativi che vanno a conformare l’identità specifica di ogni organizzazione scolastica.

Mi piacerebbe però far conoscere anche i progetti che vengono realizzati e di come, in un territorio variegato come il nostro, l’istituzione scolastica possa continuare ad essere una risorsa fondamentale nel complicato percorso della formazione dell’individuo.

Marina Levo @marilevo on Twitter

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: