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La crescita genera crescita – Il Sole 24 ORE

9 marzo 2012

Sul Sole 24 Ore di oggi, venerdì 9 marzo 2012, un’interessante riflessione di Giacomo Vaciago su riforme, fonti di finanziamento e crescita.

Nel giro di poche settimane, il Governo Monti è riuscito a riordinare l’intera politica di bilancio e fiscale del Paese, fissando una serie di principi che riguardano non solo i prossimi mesi, ma anche i prossimi vent’anni. È questo un benchmark nei confronti dei futuri governi che merita sottolineare. Anche perché restano due priorità scoperte (mercato del lavoro e famiglia) ed è importante che le future decisioni in merito siano coerenti con l’insieme. Ricordiamo gli aspetti principali del nostro fiscal compact, ben raccordato a quello europeo (che Monti ha condiviso).

1. Bilancio strutturale in pareggio, a partire dall’anno prossimo. Non servono nuove manovre, neppure con una recessione più grave del previsto, perché gli stabilizzatori automatici continuano a operare e non è vero che Bruxelles e Monti ignorano Keynes: il ciclo economico è “compensato” (nel nuovo Patto, non a caso si parla di bilancio “strutturale”).

2. Il successo della lotta all’evasione avvantaggia tutti i contribuenti perché porterà (dall’anno prossimo e sulla base dei risultati) a riduzioni dell’Irpef (prima aliquota). È un principio importante: chi evade le tasse non ruba al Governo, ma agli altri contribuenti.

3. La tassazione sarà gradualmente spostata dalla produzione (salari e profitti) al consumo e alla ricchezza. È importante che nell’economia globale in cui viviamo, convenga continuare a produrre in Italia.

4. Le dismissioni del patrimonio pubblico andranno a ridurre il debito: dobbiamo in vent’anni dimezzare il rapporto debito/Pil ed è bene che ciò avvenga anche riducendo l’enorme – e spesso inutile – patrimonio pubblico.

5. L’ulteriore necessaria riduzione del rapporto debito/Pil risulterà dalla maggior crescita del reddito (quindi da un bilancio pubblico in surplus, quando possibile). Di qui, la necessità di una lunga serie di riforme dalle quali ci aspettiamo un aumento del tasso di crescita, rispetto a quello praticamente nullo degli ultimi dieci anni.

Problema: dove si trovano le risorse che servono per fare le riforme che servono alla crescita?

La questione è stata posta nelle ultime settimane, con riferimento a un problema molto preciso: le riforme necessarie per far funzionare meglio il mercato del lavoro hanno un costo e bisogna decidere chi e come dovrà sostenere quel costo. Prima di rispondere con una proposta precisa, vorrei che si facesse (finora è rimasto implicito) il seguente ragionamento. A cosa serve quella riforma. Serve a fini di equità? C’è in altre parole un problema di rapporti tra persone che non vede rispettati i principi della giustizia sociale (ricchi e poveri, giovani e vecchi, uomini e donne)? Allora è chiaro che il problema posto è un problema di distribuzione del reddito e quindi rientra tra gli strumenti tipici della redistribuzione: a cominciare dallo strumento fiscale.

via La crescita genera crescita – Il Sole 24 ORE.

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