Skip to content

Giorgio Abonante: l’indagine sui rifiuti

21 luglio 2017

 

Fa male (e bene) l’indagine della Procura di Brescia sulle irregolarità e sugli illeciti che secondo gli inquirenti sarebbero stati commessi in e attorno a Aral. A me fa male per due ragioni, la prima di carattere personale visto che è coinvolta la città di cui sono stato e sono amministratore e che sono indagate persone che conosco e che con me hanno sempre avuto un comportamento impeccabile. Da questo punto di vista spero che il tutto si chiuda intanto con la certezza che il territorio alessandrino e la nostra comunità non abbiano subito danni e, di conseguenza, che le vicende personali si risolvano nel miglior modo possibile, se questo fosse il giusto e naturale epilogo. La seconda è più politica e attiene al lavoro che è stato fatto per riportare in attivo Aral con l’obiettivo, attraverso il nuovo piano industriale votato anche in Consiglio comunale, di ridurre gradualmente il conferimento di rifiuti da terzi. Questo era il progetto. che non si basava assolutamente sull’aumento delle entrate frutto della crescita dei rifiuti conferiti fuori Alessandria.

Leggi tutto…

The New Yorker USA: Amazon sta cercando di controllare la sottostante infrastruttura della nostra economia

18 luglio 2017

 

Pare che da qualche tempo negli USA il vento di colpevole tolleranza nei confronti dei giganti tecnologici stia mutando direzione. Lo si può desumere non solo dai continui avvertimenti, per altro rimasti inascoltati dalla stampa liberal, bensì anche da fonti assai contigue alla “grande finanza” come il Wall Street Journal[1]. La preoccupazione d’ingabbiare l’economia di mercato in una sterile concorrenza tra monopoli di giorno in giorno si è fatta sempre più palpabile e conseguentemente più preoccupante. L’intensità del dibattito ha raggiunto le prime pagine dei quotidiani dopo l’acquisizione da parte di Amazon del colosso distributivo alimentare Whole Foods. La questione induce gli osservatori economici americani  a mettere in discussione alcuni capisaldi dell’attuale capitalismo che si fonda sulla miracolistica “rivoluzione digitale”. Se le condizioni della tecnologia e del mercato rendono possibile la concorrenza perfetta, com’è possibile che un’azienda arrivi a dominare il settore? E allora in condizioni simili, com’è possibile che emerga un monopolio?

Dal The New Yorker qualche considerazione:

Amazon Is Trying to Control the Underlying Infrastructure of Our Economy

STACY MITCHELL

Jun 25 2017, 4:15pm

Companies that want to reach the market increasingly have no choice but to ride Amazon’s rails.

Stacy Mitchell is co-director of the Institute for Local Self-Reliance and co-author of its recent report, Amazon’s Stranglehold.

Spesso parliamo di Amazon come se fosse un rivenditore. È un comprensibile errore. Dopo tutto, Amazon vende abbigliamento, elettronica, giocattoli e libri più di qualsiasi altra azienda. L’anno scorso, Amazon incassò quasi $ 1 su ogni $ 2 che il [consumatore] americano spese online. Fin dal 2015, la maggior parte delle persone che desiderasse acquistare qualcosa online consultava un motore di ricerca. Oggi, la maggioranza va direttamente su Amazon.

Ma descrivendo Amazon come un rivenditore significa non comprendere ciò che la società è effettivamente in realtà e sottovalutare in modo consistente la minaccia che essa pone alla nostra libertà, nonché l’idea stessa di mercato aperto e competitivo.

Non è solo che Amazon fa molte cose al di là di vendere roba: realizza in proprio migliaia di prodotti, da camicie a spugne per bambini, produce filmati e spettacoli televisivi, commercializza ordini del ristorante, offre prestiti e può presto distribuire farmaci da prescrizione. Jeff Bezos, alle spalle di queste attività, è qualcosa di molto più grande. La sua visione di Amazon è quella di controllare l’infrastruttura sottostante dell’economia. Il sito web di Amazon è già la piattaforma dominante per il commercio digitale. La sua divisione Web Services controlla il 44 % della cloud computing capacity mondiale e tutti, da Netflix alla Central Intelligence Agency, ne sono dipendenti. La società ha recentemente ha costruito una vasta rete d’infrastrutture di distribuzione per gestire la consegna degli ordini per se stessa e per gli altri.

Leggi tutto…

Giorgio Abonante: la vicenda di Amag Mob e la sentenza di reintegro di due suoi lavoratori

17 luglio 2017

 

Il compito principale della politica economica affidato a una sinistra moderna è quello di trovare un equilibrato rapporto tra profitto e salario (capitale/lavoro) senza distorcere la relazione di reciproco vantaggio che dovrebbe sussistere tra consumatore e lavoratore. Il compito è assai arduo e nel caso specifico, ossia quando prevale un sentimento d’indifferenza generale, risulta poco percepito da chi deve esprimere un giudizio. Tuttavia, non bisogna desistere da questa linea di condotta e conseguentemente attrezzarsi meglio per capire quali siano state le ragioni della mancata risposta da parte della cittadinanza.

I toni tronfi di una parte del centrodestra riguardo alla sentenza di reintegro dei due lavoratori in Amag Mobilità sono fuori luogo: – è vero che sono stati reintegrati, cosa positiva dal punto di vista umano, ma è anche vero che non sono stati riconosciuti ai due lavoratori i ratei di tredicesima ai quali avevano a suo tempo rinunciato tutti i lavoratori, che poi era il motivo per cui non avevano accettato l’accordo;

Leggi tutto…

Chagall in mostra ad Acqui Terme.

15 luglio 2017

 

Il 14 luglio inaugurazione ufficiale della 46a edizione dell’antologica acquese, dedicata a Marc Chagall. Un percorso espositivo attraverso cinque sale e 120 opere tra le più importanti del maestro, visitabile fino a domenica 3 settembre, organizzato in collaborazione con The Art Company di Pesaro.

Marc Chagall nasce in un paese dell’attuale Bielorussia nel 1887, da una famiglia ebrea, pertanto soggetto fin dalla più tenera età a persecuzioni da parte del governo zarista. La sua famiglia si salva dall’incendio della loro casa, durante una azione persecutoria , tanto che in seguito affermerà: ”Sono nato già morto”.

Leggi tutto…

Hic Sunt Leones

11 luglio 2017

‘St. Brendan and his monks celebrate Easter mass on the back of the giant whale Jasconius’; map by Honorius Philoponus, 1621

Qui abitano i leoni, è una legenda che si trova nelle antiche carte geografiche, per indicare le regioni ignote dell’Africa ed oggi utilizzata per indicare zone che sfuggono alla conoscenza o al controllo. Ci pare di immaginare la vita in questa landa dell’impero romano, quando il sud del Piemonte era abitato dai Liguri Statielli ed aveva in Acquae Statiellae un nodo cruciale nel passaggio dal mare ad Augusta Taurinorum.  Dal mare arrivavano sale e pesci sotto sale, l’unico sistema di conservazione del cibo allora conosciuto, le Pievi sorgevano a testimoniare vita civile e religiosa anche nelle terre valbormidesi protese verso il mare stesso. Terra di passaggio, terra di conquista, terra di divisioni, con castelli arroccati attorno alla città più grande, sede della Chiesa di San Guido, vescovo nato a Melazzo che a cavallo dell’anno Mille costruiva la Diocesi di Acqui. Ancora oggi è una Diocesi molto estesa che non tiene conto delle regioni, Piemonte e Liguria, delle province, Alessandria, Asti, Cuneo, Savona e persino Genova, presidio di una difficile unità religiosa nella innegabile complessità territoriale. Chiesa, territorio, asperità ligure-piemontese, una popolazione da sempre abituata alle orde di passaggio, tanto da rifugiarsi nei castelli in altura e costruire borghi arroccati intorno alle torri di avvistamento. Questo è il territorio acquese nella notte medioevale, notte che forse non fu tale perché qui si toccarono punte di civilizzazione di tutto rispetto sotto la spinta ecclesiastica e politica.

Leggi tutto…

Marina Levo entra a far parte del Consiglio Provinciale di Alessandria.

9 luglio 2017

A seguito delle elezioni amministrative che hanno coinvolto il capoluogo di provincia, la città di Acqui Terme ed alcuni altri comuni,  la prof.ssa Marina Levo entra far parte del consiglio provinciale, come esponente del Partito Democratico per l’acquese. Insegnante  di scuola primaria e secondaria di primo grado, attualmente in servizio presso l’Istituto Comprensivo di Spigno Monferrato, 50 anni, coniugata con due figli, assessore del comune di Montechiaro d’Acqui, da oltre trent’anni si occupa di scuola e formazione dei giovanissimi.

Leggi tutto…

Il ritorno dell’ancien régime

29 giugno 2017

Noto e condivido l’amarezza attraverso cui viene veicolata “l’immeritata” sconfitta della Giunta di centro-sinistra. Concordo con le versioni più pacate, tuttavia la questione sta ancora più a monte, poiché siamo giunti al fatidico dubbio di chiederci quale teoria economica dobbiamo adottare e quale politica economica conseguente è più confacente agli interessi dei nostri ceti di riferimento. Qualora si perseguisse l’ortodossia corrente (di tipo neoclassica marginale), che empiricamente ha dimostrato di accrescere la disuguaglianza, non v’è alcuna dimostrazione di buon governo amministrativo locale che possa reggere all’impatto di una scomposta protesta. Per i “molti” votare a destra o a sinistra, in questo dato momento storico – o peggio non votare – è semplicemente  indifferente dal punto di vista ideologico, poiché essendo il disegno attuale nel suo complesso percepito come immutabile, costoro sospettano che la loro qualità della vita rimarrà in futuro miseramente la stessa. Si scommette solo sull’abbattimento del “sovrano” nella speranza che la “provvidenza” arrechi qualche vantaggio.

Leggi tutto…

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: